A zonzo nella protostoria: gli antichi Veneti

By at 9 maggio, 2008, 2:11 pm

Un viaggio nella protostoria – periodo nel quale la documentazione lascia più spazio alle ipotesi che non alle tesi- a Nord-Est della penisola Italica; un tuffo nelle nostre radici, proiettato però al futuro; il tutto nella certezza che la memoria del passato è di per se stessa garanzia per un migliore avvenire.
Il periodo di riferimento è attorno alla metà del II millennio a.C. quando sul complesso territorio compreso tra le Alpi Orientali il Po e l’Adriatico, tra l’Istria ed il Garda con il manifestarsi di insoliti elementi materiali e culturali, ha inizio lo stanziamento di una importante e per certi versi originale componente della popolazione indoeuropea dei Veneti.
In effetti la presenza del nome etnico “Veneti” o “Enetoi”, come sovente vengono chiamati dagli scrittori greci, in molte parti d’Europa e d’Asia ed a volte la testimonianza storico-archeologica della presenza di nuclei in luoghi assai distanti tra loro ci permettono di ipotizzare che tale popolo si sia irradiato da una sede originaria in diverse direzioni, così come con qualche analogia faranno più tardi i Celti ed i Germani Le fonti classiche: Omero, Alcmane, Euripide, Polibio, Livio, Virgilio, Servio, ci dicono poco sullo svolgersi della civiltà dei Veneti antichi. Forse sono mancate grandi vicende belliche; in effetti il popolo temprato da uno spirito particolarmente libertario e pacifico, la potenza bellica sia pur ben presente mai ha assunto i connotati dell’aggressività, rimase al di fuori del flusso della civiltà greca anche se aperto a scambi culturali e commerciali con altre genti, con gli Etruschi in particolare.
Sono però i ritrovamenti casuali e soprattutto gli scavi e le scoperte archeologiche ed epigrafiche programmati dalla Soprintendenza le fonti per la conoscenza degli antichi Veneti e della loro cultura; è grazie a loro, infatti,
se oggi possiamo dimostrare che l’area abitata dai Paleoveneti sostanzialmente coincide con il Veneto, senza tuttavia dimenticare anche una valida presenza in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, dove era unita ad altri aspetti culturali. I centri più importanti furono Este e Padova; da loro dipendevano i villaggi circostanti e i vari centri posti lungo i fiumi, con un ampio territorio che gravitava attorno ad esse.
Lungo la costa, ad est, vi era Altino, e più a nord Treviso, Oderzo e Concordia. Nella zona pedemontana, fra il Brenta e il Piave, vari importanti centri della cultura paleoveneta erano Montebelluna, Mel, Vittorio Veneto; nel Bellunese vi erano i centri del Cadore, soprattutto Lagole di Calalzo, i quali erano in contatto con gli insediamenti delle culture protostoriche  d’oltr’Alpe. Fra Adige e Brenta sorgevano gli abitati d’altura sui Monti Lessini, accomunati alla cultura lombarda e “retica” (Trentino Alto Adige). A sud dell’Adige si trovava Adria, centro veneto che fu anche realtà greca, etrusca, ma anche gallica, dunque punto d’incontro di civiltà differenti.
La cultura paleoveneta assunse la sua caratterizzazione autonoma a partire dal IX secolo a.C.

Leonardo Vecchiotti
Direttore Corsi UNIPER San Donà di Piave

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