Mario Boccato – Un artista da scoprire

By at 27 gennaio, 2010, 9:26 am

Disse un tale: “Carneade, chi era costui?” È il caso che ci viene proposto venendo a scoprire, nella Sala Metallica dei ” Centro Culturale da Vinci” di San Donà, l’esposizione, in prima assoluta, delle opere dell’artista musilense MARIO BOCCATO.
mario boccatoMostra promossa nell’ambito della rassegna d’arte contemporanea 2009-2010 “Metallik Art” dall’Assessore Pietro Furlan presente, con altri Collaboratori dell’Amministrazione Comunale di S. Dona’, alla cerimonia inaugurale sabato 17 Ottobre 2009. L’allestimento scenico dei variegati lavori è stato curato dalla “bottega dell’arte “ di Lanfranco Boem e figlio Fabio.
Per dolorosa situazione di emergenza, la presentazione dell’Artista che doveva aver luogo da parte del prof. Leonardo Vecchiotti, è stata demandata al sottoscritto che ha preso visione delle opere all’ultimo momento, sorpreso e meravigliato di scoprire tanta bravura estetica nell’intenzione, come disse Paul Klee, “non di riflettere il visibile ma di renderlo visibile.”
La proposta artistica, nel suo insieme, è ascrivibile intuitivamente nelle variabili stilistiche della prima metà del 900. Inizia pertanto la lettura del testo della “proluscone” del prof. Vecchiotti a disposizione dei pubblico presente.
“Nell’immenso mare dell’esistenza l’uomo-artista si inventa la propria isola, la coltiva giorno dopo giorno o come dolce rifugio, o come possibile approdo; quest’ultimo, in particolare, è sempre in attesa di chi nel tempo lo scoprirà,
lo amerà, lo rivelerà. (…) Del mio vagabondare per queste ardue terre do conto spesso come posso, sia perché è sostanzialmente assurdo ricreare ciò che è immutabile nella forma, sia anche perché tentar più volte un’analisi cozzerebbe decisamente contro la meravigliosa sintesi della liricità, ma soprattutto perché è davvero appagante riviverequadro mario boccato con l’artista lo spirito operante in quella individuata umanità che è pur sempre la nostra. (…) Il mio, in estrema sintesi, è un invito a riscoprire dall’opera questi personaggi, nati con la ‘necessità’ di essere trait – d’union tra la realtà e l’utopia.
(..) Osservando l’opera di Mario Boccato, originale artista musilense, è facile rendersi conto che i suoi scattanti andamenti compositivi ed il suo spiccato senso del colore sono volutamente piegati alla rigorosa ricerca dell’ordine e della razionalità quali componenti di un equilibrio reso fine assoluto e forma stessa di espressione. (…) Le sue creazioni, fortemente intrise di “Proteismo lineare” e di “cromatismo in fieri” danno spesso corpo allo straordinario rapporto spazio- universo e soggetto-essenza percepito attraverso la  variabile tempo.”
Espressione filosofica che lo scrivente ha messo in luce al pubblico, a dimostrazione della versatilità espressa dall’Autore nelle opere esposte.
“Mario Boccato nasce a S. Dona’ di Piave il 22 Febbraio 1948; l’incontro decisivo con l’arte lo avrà nel 1972, quando un grave incidente stradale lo costringerà ad una lunga degenza e dunque ad una forzata pausa di riflessione” mirata a “ricalibrare” le strategie della propria vita, ma anche a riscoprire quelle troppo frettolosamente accantonate.”
“Da questo momento in poi la sua esistenza é contraddistinta dalla devozione sia al variegato mondo dei motori, sia al design incentrato sul multiforme
universo automobilistico”.
“Con queste premesse, ma anche in seguito a dolorose vicende esistenziali, diventare infaticabile disegnatore e profondo conoscitore delle potenzialità insite nel colore, in quanto elemento essenziale della vita umana, è davvero
una ‘necessità’ che, quasi per legge di contrappasso, renderà sempre più spigolosa la sua realtà esperenziale fino a portarlo ad una solitudine talvolta foriera anche di umili azioni o scherni”.
Lo scrivente, che l’ha ben conosciuto e visto crescere, ne è stato testimone del suo vivere nelle difficoltà, diffidenze, ingratitudini umane: mite, generoso, di estrema onestà e rettitudine. Godeva della stima e simpatia degli stretti amici, specie dei compagni di scuola.
“‘L’ultimo grave incidente automobilistico del maggio 2000, determinerà ineluttabilmente una svolta decisiva nelle aspettative di Mario Boccato”. (…)
Confortato da pochi (tra questi va segnalato l’incoraggiamento che gli arrivò dal campione di formula 1, Alex Zanardi) chiude definitivamente la porta al mondo e barricato nella sua piccola isola, una stanza, dove sdraiato sul pavimento, con cuscini che lo sorreggono, lascia libero sfogo alla sua creatività disegnando, dipingendo, costruendo e assemblando forme artistiche fino all’ultimo giorno della sua esistenza (15 luglio 2006) quando, come spesso diceva: “finalmente andrò a trovare quella pace che non ho avuto su questa terra”.
“Sostenuto costantemente sia dalla premurosissima madre (Maria Todeschini Boccato), che dall’amatissimo figlio Nicola, se avesse deciso di rivelarsi anzitempo, forse avrebbe potuto dare una svolta diversa alla sua esistenza.”
Guido De Nobili

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