Riflessioni

By at 11 ottobre, 2010, 3:40 pm

Se fosse vero, così come dicono, che nel 2012 non dovremmo preoccuparci più di nulla, allora anche le Pro Loco non dovrebbero interessarsi più del loro futuro.
Ma per rimanere su un piano più concreto e, almeno per il momento, più realistico, il futuro delle Pro Loco potrebbe preoccupare un po’. Non parlo assolutamente di problemi gestionali o di sopravvivenza dettata da problemi legali, economici o istituzionali, quanto piuttosto della loro futura esistenza nel momento in cui i volontari che attualmente vi partecipano assiduamente e creano, anzi, tutti gli eventi che annualmente le Pro Loco riescono a mettere in piedi, dovessero decidere di mettersi a riposo. Un meritato riposo, senza dubbio, che prima o poi arriva per tutti nonostante intorno ai fornelli, alle prese con prefabbricati, impianti luce e tendoni, oggi si possa contare anche su di un numeroso stuolo di ultrasessantenni.
Lavorare fa bene, ti fa sentire giovane come ai vecchi tempi, ci si sente non solo utili ma partecipi nella comunità e per la comunità. E i risultati non mancano, si toccano con mano, si vedono. Ma qualche volta, durante le riunioni, ci chiediamo: a chi passare il testimone? Non riusciamo a definire un limite oltre il quale non si è più giovani; ognuno sente il proprio limite per come si sente, per la carica che ha dentro e per quello che può dare. I “veri” giovani ci sono, ma almeno per il momento sembrano pochini, anche se entusiasti. E fa immenso piacere vederli partecipare insieme ai “veci” nel realizzare le manifestazioni di piazza. Ma per sostituire gradualmente tutta la squadra in un immediato o prossimo futuro, saranno sufficienti come numero? E’ vero: il tempo passa per tutti e giorno dopo giorno anche loro si troveranno più maturi, più esperti, più saggi e più preparati a sostituire chi oggi organizza, chi monta le strutture, chi cucina, chi mette le luci, chi carica, chi scarica, chi trasporta… L’addestramento è tutto “per affiancamento”.
Non c’è nessuno che non possa sentirsi all’altezza del compito che gli verrà affidato o che si sceglierà. Di lavoro ce n’è per tutti, ma ci sono tutti questi giovani sostituti? La crisi demografica non rende tanto scontata la risposta.
I giovani ci sono, sì, magari pieni di volontà e di passione ma forse non sono sufficienti. Li vediamo e li ringraziamo per il loro contributo. Ma non è solo la crisi demografica a portarceli via. C’è chi, magari, non si è mai posto il problema di venire almeno per una volta a dare una mano, e magari vorrebbe farlo. Coraggio! C’è posto per tutti; basta presentarsi ad una di quelle persone che sono state sempre presenti a tutte le manifestazioni, almeno sino ad ora. C’è chi pensa di non essere in grado di collaborare, chi pensa che l’organizzazione della Pro Loco sia un circolo chiuso, chi pensa che siano già in tanti, che vi partecipino solo parenti stretti e vecchi amici… Coraggio! C’è posto per tutti. C’è chi oggi ha già mille problemi: la casa, i figli, il lavoro; o chi preferisce svagarsi in altro modo. Massimo rispetto per tutte le situazioni. Oggi si può non essere pronti ma domani qualche pensierino può sempre venire per inserirsi a pieno titolo nella Pro Loco e capire che quello che alla fine si vede sulle piazze del paese è duro lavoro di pochi volontari. Faticoso ma gratificato dall’allegria e dai sorrisi della gente. Le Pro Loco lavorano nei piccoli territori delle loro comunità, valorizzandone quegli aspetti tradizionali o locali che col tempo e con l’abbandono potrebbero essere cancellati per sempre. I siti storici, le risorse naturali, le sagre, gli aiuti e gli svaghi per la collettività sia a Natale che d’estate. Come costruire, altrimenti, eventi come il “pan e vin”, le “mostre in piazza”, i concerti, gli svaghi estivi, la corsa dei Babbi Natale, la festa della vendemmia in casa di riposo, i carri mascherati, le feste della parrocchia, la cottura del pesce ad Aosta ed a Belluno, per citarne solo alcuni? I giovani, oggi, ci sono; stanno venendo su bene. Ma sembrano pochi.
Sono false preoccupazioni queste? Mi auguro di sì. Mi auguro che il tempo possa smentire le preoccupazioni che di tanto in tanto affiorano nei nostri discorsi. Ma una cosa è certa: chiunque desideri può far parte dello staff delle Pro Loco; troverà naturalmente il suo ruolo creativo e, ne siamo certi, contribuirà a fare in modo non solo che la Pro Loco continui a vivere nel suo territorio e per il territorio ma che continui a crescere con idee fresche, con nuovi contenuti e con quel sano valore aggiunto che solo i giovani sono in grado di dare e che i “veci” non potranno che apprezzare.
Claudio Widmar

Categories : Pro Loco Quarto d'Altino


Non c'è ancora nessun commento.

Al momento l'inserimento di commenti non è consentito.