Progettare in sinergia

By at 2 maggio, 2011, 5:59 pm

“ UN GIRO IN GIRO FRA PIAVE E LAGUNA” STORIA, CULTURA, SAPORI E AMBIENTE DEL NOSTRO TERRITORIO

I paesi che sono sorti lungo le sponde del basso corso del fiume Piave sono accomunati dalla stessa appartenenza, ciò nonostante ognuno di essi ha una propria peculiare “identità”.
L’itinerario che la Provincia di Venezia, e segnatamente l’Assessore al Turismo Giorgia Andreuzza, il Consorzio di Pro Loco dal “Sile al Piave”, le Associazioni Pro Loco, in collaborazione con le Amministrazioni dei comuni compresi nel territorio del Consorzio, le Associazioni Culturali e Naturalistiche, i produttori agricoli e dell’itticoltura, gli operatori della ricettività turistica del territorio vogliono proporre, con il presente progetto, si prefigge l’obiettivo di evidenziare le singole identità affermando, nel contempo, la comunanza di storia, cultura e tradizioni.
Se dalla montagna ci si spinge al mare lungo il corso della Piave, (perché questo fiume è femmina e solo il D’Annunzio, celebrandolo all’indomani della Vittoria, lo volle maschio), giunti in pianura l’alveo cambia aspetto e da un campo di ghiaie diventa un solco di acque verdi, via via più largo e profondo mano a mano che ci si avvicina alla foce. Anche le rive cambiano aspetto e i boschetti spontanei e i modesti rilievi del trevigiano lasciano il posto a golene strette tra argini erbosi, al di là dei quali si allargano campagne ordinate, attraversate da strade e canali e disseminate da paesi grandi e piccoli e da floride cittadine.
Fossalta di Piave, Noventa di Piave, Musile di Piave, San Donà di Piave, Jesolo sono i loro nomi, ma un altro è il nome che li accomuna e che descrive l’intero territorio: Basso Piave.
Questo nome non designa solo un’area geografica, ma richiama alla mente tante stagioni dell’uomo:

  • gli albori protostorici, quando la Piave trasportava qui dalla montagna, dal lontano santuario di Lagole di Calalzo, di villaggio in villaggio, le piroghe dei Veneti;
  • l’epoca romana, con gli ingegneri imperiali che orientavano tra queste terre il tracciato della grande via consolare Annia, che univa le importanti città di Altino ad Aquileia e permetteva l’esistenza di prospere ville rustiche, come a Noventa e Millepertiche di Musile;
  • l’epoca medievale, con le isole della foce, tra le quali Equilium (Jesolo) e Melidissa (Eraclea) che si contendevano la sede del recente dogado fino a cederla a Rivoalto, creando le premesse di quella che oggi è Venezia;
  • il Quattrocento e il Cinquecento, durante i quali Venezia cominciò a strappare queste terre alla palude, con ciclopiche opere idrauliche quali l’Argine di San Marco, l’escavo della Fossetta e della Piave Nuova, la deviazione della foce del Sile;
  • il Seicento e il Settecento, durante i quali le nobili famiglie veneziane quali i Gradenigo, i Marcello, i Foscari, i Malipiero e altre disseminarono la campagna con le loro ville patrizie;
  • l’Ottocento, con la “diligenza d’acqua”, il traghetto della Fossetta che portava il pane e i viaggiatori da Fossalta a Venezia e con i moti rivoluzionari che opposero i patrioti agli oppressori austriaci, fronteggiati a San Donà nella zona che ancora oggi è detta “Forte del ‘48”;
  • il secolo scorso, quando imponenti lavori di bonifica crearono centinaia e centinaia di ettari di fertile campagna, subito abitata da migliaia di coloni provenienti da tutto il Veneto, come a Musile;
  • la Prima Guerra Mondiale, il cui esisto si definì proprio qui, sulle rive del fiume, in quel giugno 1918 che passò alla storia come “Battaglia del Solstizio” e che decise le sorti dell’Italia intera.

Il Basso Piave è dunque “una terra ricca di memorie” e le memorie riguardano soprattutto gli uomini che qui sono vissuti.
Fossero barcaioli, pescatori, contadini, fossero agrimensori, artigiani, soldati, fossero massaie, sarte, filatrici, i nostri antenati e le nostre antenate hanno impersonato un tipo d’uomo e di donna onesti, semplici e lavoratori, generosi e parchi, sagaci e disponibili verso il prossimo.
Uomini e donne che hanno saputo affrontare a viso aperto la dura vita delle campagne, rendendo fertili i fanghi della bonifica, deviando i fiumi, arginando la laguna e ricominciando ogni volta daccapo, come dopo le guerre o dopo la devastante alluvione del 1966 e creando quel dolce paesaggio di campagna di cui il visitatore può godere ancora oggi. Uomini e donne che dei corsi d’acqua e della laguna nord di Venezia hanno saputo rispettare la natura, tanto che ancor oggi questi ambienti ci regalano scenari quasi incontaminati con decine di specie di uccelli selvatici, pesci, rettili a anfibi che popolano acque, velme e barene. Nonni, bisnonni e trisavoli che ci hanno lasciato i proverbi, “perle” di saggezza popolare, ma anche racconti, leggende e soprattutto ricette culinarie per piatti sopraffini, pietanze fatte con ingredienti poveri ma che la capacità di tante massaie ha elevato alle vette della cucina regionale.
Un turista che visiti il Basso Piave ha l’opportunità di cogliere tutto questo, di intuire l’anima del territorio, gustarne i panorami, apprezzarne gli odori nelle varie stagioni dell’anno, gustarne i sapori attraverso le gioie della tavola regalate dalle pietanze e dai vini DOC.
Se è vero che la cucina esprime la storia e la cultura di un territorio e di chi lo vive, lo strumento che può avvicinare il turista al territorio ed alla suo storia è senza dubbio la ristorazione.
A tal fine saranno individuati alcuni ristoranti, uno per comune, presso i quali svolgere gli incontri conviviali, durante i quali saranno serviti piatti della tradizione locale (con particolare attenzione a quelli a base di prodotti DOP), accompagnati dai vini del Basso Piave (DOC) e saranno proposti ai commensali intermezzi durante i quali saranno illustrate le caratteristiche delle pietanze e l’abbinamento con i vini, saranno forniti accenni al contesto storico, ambientale e culturale del territorio circostante e saranno offerti dei momenti culturali di qualità con brevi letture teatrali a tema e musiche dal vivo. In buona sostanza “ Un giro in giro nel Basso Piave” vuole dare l’opportunità al turista locale e/o straniero di immergersi nella storia, nella natura, nella cultura e nella gastronomia di questo territorio.
Ciliegina sulla torta, il progetto si concluderà con la manifestazione ”Pedalar gustando”, percorso in bici lungo la Piave, toccando Musile, Fossalta, Noventa, San Donà per poi atornare a Musile. Lungo il percorso verranno effettuate soste a valenza ambientale/archeologica ed ovviamente “gustando” punti ristoro.

Mario Falcone

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