Filippo Boer

By at 3 maggio, 2011, 1:07 pm

Pittore poeta – Meolo VE

Filippo Boer, uno studente-lavoratore meolese è poeta e pittore, disinvolto nella prima e seconda espressione. Permettetemi ora un anteposto. Immaginate come sarebbe apparso il panorama cosmico al primo uomo intelligente, che ad esso avrebbe rivolto la vista: un saettare di linee che ancora non contengono i colori, i quali sarebbero apparsi più tardi, per un incidente d’evoluzione.
Qualche studioso, infatti, afferma che la normalità della vista umana nasce nel daltonismo. Era comunque un Mondo Altro, dove gli appagamenti che oggi riceviamo anche dalle percezioni cromatiche, non erano avvertiti. Abbiamo così perduto quel cosmo – forse incastonato in un pluriverso a noi inimmaginabile – ma che riaffiora in chi lo percepisce prorompente; un intendimento che lo rende capace di comporre un segmento di non comune estro artistico.
Un mondo che il giovane e appassionato Filippo ritrova forse nelle evoluzioni del suo falco che addestra nei campi di Marteggia e oltre.

Espressionismo pittorico

Filippo Boer coglie quel Mondo precromatico (o postdaltonistico, come si preferisce) e partendo da esso, da quella primitiva vacuità iridescente, ne crea gli elementi cangianti. I suoi colori appaiono come alitati, generati dalle iconografie, un’ispirazione artistica che vale lo strumento per evidenziarne la morfologia, dalla quale l’osservatore riceve l’identica suggestione provata dall’artista al cospetto della fonte ispiratoria.

Espressionismo poetico
Filippo Boer, conosce il processo poetico, ma non si fa incantare, ed è la sua potenzialità energetico- cerebrale che lo conduce a composizioni d’originali logismi, come nel poemetto La Sessa. Le tematiche suggerite – scrive nella premessa – sono, paradossalmente, molto semplici (quasi banali), in quanto decantano un sunto della natura umana astratto, sebbene agevolmente riconducibili alle svariate situazioni che maturano nelle stratificazioni più aberrate del subconscio.
La Sessa – conclude – è il tentativo di delineare la perversione dell’uomo nel rapportarsi con il pianeta che lo ospita e con il sistema che lo riguarda.
Scorriamo dunque alcuni versi seguiti da un esame tecnico.

La città globale di Utopia
Costruita sul sale
Sterile di vita,
ricco di storie di vita e di morte,
Costruita sull’opinione comune.
La città con un solo confine: una linea retta che la
separa solo dalla
Necropoli.
La città delle verità fuggevoli che non si colgono.
Dove volano i Corvi,
Gli angeli della Necropoli,
Sulle inconsistenti aree esalate dalle opinioni.
E’ la vostra città!
Godetevela! fb

Sintesi riepilogativa e conclusiva
Filippo Boer ha individuato nell’omologismo l’interpretazione del suo espressionismo, che non può essere legato ai canoni tradizionali della critica, ancora perseverante nella decaduta classificazione, questa oramai matrice di luoghi comuni e che egli rifiuta decisamente, fedele all’autonomia d’esprimersi, unicamente omologando se stesso e nessun altro o nessun altro stile, nelle sue opere o composizioni, all’incessante ricerca di quel segmento o di quel logismo entrambi coronanti.

Il Presidente del Movimento
” La Copertina-Gli Omologisti “ Meolo

Categories : caleidoscopio


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