A VENEZIA PENSIONE CANCINA

By at 8 luglio, 2011, 3:41 pm

“A Venezia Pensione Calcina, camera 33”: un avvincente romanzo, ambientato tra Venezia ed il suo circondario, che, attraverso le vicende familiari di Number One, vigoroso titolare dell’acciaieria Italia, analizza via via la diatriba tra il mondo produttivo di un’impresa ed il mondo della cultura, per concludersi nella famosa Pensione Calcina alla camera 33.
“ Lucio Polo, dicono che abbia fatto parecchia strada, ed è pura verità.
A piedi, zaino in spalla e il cielo per cappello, ha camminato per mezza Italia. Ha inoltre vagabondato per le foreste svedesi, traversato la Spagna, un terzo di Germania, l’Irlanda del sud-ovest e le isole Aran.
Tra una camminata e l’altra ha scritto ed è saltato da un lavoro all’altro – cameriere, erborista, giornalista free lance, venditore di sementi, pedagogista, addetto stampa, pubblico funzionario. Per lui, però, sempre la strada è stata ed è il luogo della vita, della libertà dei pensieri trasvolanti come rondini tra le nuvole: della felicità insomma, e lo diverte il dubbio di essere stato concepito a mezza via, venendo la madre da Venezia ed il babbo da Treviso.
Per strada, mille anni fa, un gelato tra le mani di una fanciulla l’ha ammaliato, serrandolo in un sortilegio che è sia fonte dell’inesauribile sua gioia di essere e di un certo modo di guardare alle cose della vita, sia fonte d’ispirazione per i suoi romanzi.”
da “Omaggio a L. Polo”
di Mario Malaguti

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