TERRA!

By at 8 luglio, 2011, 3:11 pm

Continua il nostro viaggio alla scoperta degli storici quattro elementi della materia vivente . Iniziato con l’ ACQUA passiamo alla TERRA. L’emozione allo sguardo della bellezza del paesaggio di campagna che in questo periodo estivo si offre a noi con generosità di colori, profumi, frutti ed ortaggi, ci conduce a Lei la Grande Madre TERRA.
Ma, che cos’e la Terra? La Terra è il terzo pianeta in ordine di distanza dal Sole. Inizialmente liquefatto il pianeta andò a raffreddarsi, formando una crosta terrestre sempre più di tipo granitico, simile all’odierna. La luna si formò subito dopo, probabilmente a causa dell’impatto tra la terra e un pianetino grande quanto Marte avente circa il 10% della massa della terra, conosciuto come Theia. Nell’urto tra i due corpi, un po’ della massa di questo piccolo corpo celeste si unì alla Terra e una porzione fu espulsa nello spazio, ma abbastanza materiale sopravvisse performare un satellite orbitante.
Che tipo di rapporto ha l’uomo con la terra?
La Terra attraverso i “miti” e i “simboli” ha sempre avuto un solido rapporto con l’uomo.
Nella civiltà romana il rapporto uomo- ambiente era ispirato ad un senso di sacralità: la natura forniva all’uomo il necessario e la Madre Terra veniva invocata spesso come dea indispensabile alla vita; la terra quindi intesa certamente come ambiente , salute e luogo per vivere, ma anche agricoltura per la sopravvivenza od opportunità di lavoro.
Avere a disposizione uno spazio di terra e coltivarlo ad orto diventa molto importante sia per avere una sana alimentazione,
sia per alleggerire le spese del vitto.
Nei dizionari la voce orto corrisponde ad una definizione pressoché di questo tipo : “appezzamento di terreno recintato adibito alla coltivazione di ortaggi e alberi da frutto”. Nella storia dal XV^ secolo ad oggi si sono susseguiti vari tipi di orto: Orto Rinascimentale. Vengono spesso rappresentati nei dipinti sacri come luoghi di delizia rallegrati da fiori e uccelli variopinti. Per i ricchi era un vero orto-giardino-frutteto per i poveri piccoli appezzamenti per ottenere quanto poteva servire alle loro povere tavole.
Orti dei mezzadri e dei salariati. Nei contratti agrari fino alla prima metà del 1900 il padrone, oltre all’obbligo di fornire l’abitazione alla famiglia del mezzadro o del salariato, era tenuto ad assegnarli un pezzetto di terra, concesso vicino alle abitazioni della fattoria, per coltivare gli ortaggi per il fabbisogno familiare. Orti di Guerra (nati nel 1941). In quegli anni erano sorti ovunque, dalle aiuole dei giardini delle scuole, prati, giardini e parchi di città e doveva essere coltivato a grano per rendere il Paese indipendente dalla produzione cerealicola. Purtroppo non portò i benefici aspettati e in taluni casi portò il danneggiamento di preziosi parchi e giardini storici d’Italia.
Orti della Nostalgia (dopoguerra). Nei pezzi di terra abbandonati alle periferie delle città e nelle aree trascurate di proprietà pubblica operai e/o pensionati ricrearono, dopo avere eliminato rovi ed erbacce orti che avevano lasciato al paese natale. Vicino veniva costruito con materiale di recupero un capanno per gli attrezzi.
Orti comunali (moderni ed attuali). Luoghi ben strutturati dalle Amministrazioni comunali che assegnano, soprattutto a persone non più giovani, un pezzetto di terra da coltivare ad orto.
Orti pensili (per chi abita in appartamento). Il sogno di raccogliere la lattuga con le proprie mani diventa realtà. In questi ultimi anni si sono diffusi gli orti realizzati sul terrazzo dove, tra vasi di gerani e petunie, si diventa orticoltori per hobby. L’orto a volte diventa uno strumento di recupero sociale come ad esempio è successo all’interno della casa di reclusione Due Palazzi di Padova dove alcuni detenuti partendo dal nulla hanno realizzato un orto su una superficie incolta ricoperta di gramigna. Non dimentichiamo infine l’Orto d’Italia ovvero la Regione Puglia con la più alta percentuale di territorio – circa l’80% – destinato alle produzioni agricole.
TERRA la meravigliosa TERRA e GRANDE MADRE che tutti, con somma responsabilità, dobbiamo amare e preservare.
Maria Grazia Barbazza

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