FOSSALTA DI PIAVE – CONVEGNO I P.I.O.T.

By at 1 dicembre, 2011, 2:04 pm

Il 16 ottobre 2011, sulla scorta dell’efficace organizzazione del Consorzio delle Pro Loco “ Dal Sile al Piave” , presso la sala consiliare del Comune di Fossalta di Piave, con il patrocinio e il contributo dell’Amministrazione comunale, la collaborazione della Pro Loco Fossaltina e il coordinamento del periodico ORIZZONTI si è svolto il convegno “I P.I.O.T. (Pacchetti Integrati di Offerta Turistica) E LE VIE DELLA CULTURA: LA NUOVA POLITICA COMUNITARIA PER IL TURISMO.

L’incontro è stato organizzato con l’intento di contribuire a divulgare le linee guida del nuovo piano strategico per il turismo della provincia di Venezia e nel contempo promuovere e favorire la costituzione di un tavolo di lavoro fra le istituzioni e gli esperti tecnici del settore per l’ambiente e territorio, di marketing ed economia del turismo.
“ Dai vari e qualificati interventi –ha dichiarato al termine dell’incontro il Presidente del Consorzio – è emersa con dovizia di particolari l’opportunità che i P.I.O.T. possono dare al comparto turistico culturale dell’intera provincia di Venezia, e in modo specifico al territorio di competenza del nostro Consorzio, che riveste un ruolo di promozione di tale sviluppo, sia in termini di valorizzazione che di commercializzazione del prodotto turistico-ricettivo.”

Sintesi Atti del Convegno

Il convegno viene aperto dal Sindaco Massimo Sensini che, dopo aver salutato gli ospiti, il pubblico presente in sala ed aver ricordato le interessantissime manifestazioni che hanno preceduto ed impreziosito il convegno stesso e cioè le attività didattiche rivolte ai ragazzi delle scuole aventi per oggetto “ la fabbrica del formaggio” e lo stupendo “Banchetto d’autunno” con menu ispirato al 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, ha sottolineato sia l’importanza della Festa dei sapori e dei profumi d’autunno che sempre più sta acquistando le caratteristiche di allegoria identificativa del territorio, sia le opportunità insite nei P.I.O.T..
Dopo un breve intervento del moderatore prof. Leonardo Vecchiotti la parola passa ai relatori.

Fare sintesi della bellezza: Il territorio attrezzato dei fiumi e delle lagune offerto ai visitatori
di Michele Zanetti

Introduzione

Due parole soltanto sulla Bellezza. Cosa s’intende e in cosa consiste la Bellezza di cui questa realtà è ricca? La Bellezza in questo caso è la sintesi tra elementi diversi, propri dell’ambiente, del paesaggio e della geografia di un territorio. Se come nel caso del Basso Piave e del Veneto Orientale, l’ambiente risulta densamente umanizzato, il ruolo dell’uomo nel determinarla diviene prioritario.
In questo caso la Bellezza coincide con l’armonia formale ed estetica, con la pulizia e con la fedeltà del paesaggio stesso alla cultura che l’ha generato.

Il Territorio

E’ l’area geografica omogenea che la storia ha consegnato a una comunità d’uomini. In questo caso può essere la Pianura Veneta Orientale o il Basso Piave e la comunità referente è quella espressa dalla “Città del Piave”. Si tratta di un territorio fragile e al tempo stesso ricchissimo. Esso è attraversato dal fiume più importante del mondo (quello delle Dolomiti e di Venezia), con fina con la laguna più importante del mondo (quella di Venezia, appunto) ed ha per scenografia d’orizzonte le montagne più belle del mondo (le Dolomiti Orientali). I giacimenti di paesaggio e di Biodiversità costituiscono la vera ricchezza del territorio e al tempo stesso formano la sua identità, che è al tempo stesso culturale ed ecologica. Identità che una società dotata di un adeguato livello culturale deve consegnare intatta al futuro per non smarrirsi nello spaesamento. Nella Pianura Veneta Orientale i giacimenti sono molteplici e sono espressi da ciascuno degli ecosistemi generati  dall’ambiente territoriale e dalle interazioni tra quest’ultimo e l’uomo.

Il fascino della Storia

Il fascino e il prestigio di un popolo sono determinati dalla sua storia, ovvero dalle testimonianze più significative delle sue radici. Queste stesse costituiscono l’immagine della sua cultura pregressa e delle passate strategie di relazione con l’ambiente. Dalla cura per la loro conservazione e dalle forme di offerta di questo patrimonio ai cittadini e ai visitatori si percepisce il livello di civiltà di una società.

La Bellezza offerta in chiave interdisciplinare

Un fosso con le ninfee e le sgarze ciuffetto non interessa che a pochi. Lo stesso fosso inserito in un percorso rurale che offra l’opportunità di conoscere il paesaggio rurale e i suoi elementi qualificanti interessa a molti. Lo stesso percorso, se coniugato con la buona cucina locale e qualche testimonianza storica significativa interessa a moltissimi. Questo dev’essere pertanto il concetto guida su cui si basa la promozione del turismo compatibile a livello territoriale.

Le strutture e le infrastrutture

Per offrire il territorio alla fruizione turistica servono innanzitutto strutture (Musei, Centri visita, Punti l’informazione, Strutture ricettive, ecc.), infrastrutture (Piste ciclabili, Percorsi pedonali, Itinerari organizzati, ecc.),  strumenti (Guide bibliografiche, Materiale informativo, Siti web, Pacchetti visita) e professionalità (Guide turistiche, naturalistiche e storiche). Esiste tutto questo? Esiste una progettualità in questo senso? C’è da nutrire qualche dubbio.

Le vie della cultura nella nuova politica europea del turismo
di Romano Toppan

L’Unione Europea, in collaborazione con il Consiglio d’Europa, sta promuovendo e finanziando un muovo modello di Prodotto Turistico Integrato : non più a livello distrettuale o regionale, ma a livello più ampio, fino ad abbracciare più nazioni. Si tratta delle “vie “ della cultura ( in inglese CULTURAL ROUTES), come se fossero delle rotte di navigazione a terra per grandi percorsi nei quali il tema è sempre una attrazione culturale finale, costellata però di molte attrazioni intermedie che la richiamano o che offrono al viaggiatore un filo conduttore di grande forza culturale, storica, paesaggistica, enogastronomica, commerciale e in alcuni casi persino religiosa. Infatti l’esempio più antico di questo tipo di Offerta turistica in Europa è il “Camino de Santiago de Compostela”, ossia la via ( o meglio le “vie”) che portavano i pellegrini, a cominciare dal medioevo fino ad oggi, verso il santuario dell’Apostolo, che è una cattedrale enorme, una vera e propria montagna di granito, bellissima e imponente. Il pellegrino, per giungere a Santiago, che è nella parte più lontana della Spagna, a Nord, doveva attraversare nazioni, principati, città diverse. Ciò permetteva a tutta l’economia che era lungo il cammino, di prosperare, con l’ospitalità, il cibo, i mercati per non parla-re dello scambio di informazioni, di culture e di sogni. Il pellegrino si muoveva spinto da un bisogno interiore e dalla fede, ma questo non impediva a lui, come a tutti gli altri che camminavano con lui o che incontravano nelle case, nei paesi e nelle città che attraversava, di sentire anche il sapore delle cucine, dei vini, l’allegria delle feste, la preghiera delle funzioni sacre nelle chiese, fino alla remessione dei peccati e alla gioia di essere perdonati.
La vita del pellegrino a quei tempi era scomodissima: doveva affrontare anche pericoli, disagi, truffe e ladri, ma il desiderio del perdono e della grazia di Dio era ancora più forte di tutto. Tanto è vero che la parola pellegrino deriva dal latino “ peregrinus”, e peregrinare vuol dire “per agros ire”, cioè andare a piedi per campi : oggi noi andiamo raramente a piedi, usiamo percorsi e vie ben asfaltate, gli alberghi sono puliti e accoglienti, le trattorie e i ristoranti puliti, ma un tempo le cose non erano così. Nelle locande si dormiva anche insieme con estranei nella stessa stanza, la pulizia lasciava molto a desiderare, non c’erano né docce né bagni.
Però questa grande esperienza delle vie di pellegrinaggio è rimasta viva e oggi l’Europa intende valorizzare di nuovo questi grandi itinerari e sta creando una politica di valorizzazione di tutte queste vie : esse sono 30. Alcune sono di carattere religioso: Il Camino de Santiago, di cui abbiamo parlato, la Via di San Martino, la Via di San Michele e la Via Francigena, che era la via dei pellegrini che arrivavano a Roma e poi, attraverso la Puglia, salpavano per la terra santa. Invece una via di pellegrinaggio che attraversa il Veneto, detta la “Romea” (il “romeo” era il pellegrino che andava verso Roma), non ha avuto finora nessun intervento e nessuna promozione turistica degna di questo nome.
Poi ci sono almeno due decine di Vie Culturali come: la Via dei Vichinghi, la Via della Seta, gli Itinerari dei Monasteri europei, la Via di Mozart, la Via dei Parchi e dei Giardini, le Rotte dei Fenici, la Via Transromanica, la Via della cultura ebraica e la via dei Rom (nomadi) e così via oppure vie o rotte di qualche prodotto tipico: allora ci sono le Vie del vino e le vie dell’Ulivo. Nel nostro Veneto abbiamo per esempio la Via dell’Ambra, che parte da Adria e arriva fino ai paesi baltici: solo recentemente la città di Adria ha fatto delle iniziative bellissime per ricordare questa antichissima via, che era attiva già al tempo dei paleoveneti.
Naturalmente fuori Europa ce ne sono altre di Vie della cultura o dell’antico commercio: la Via Regia (Egitto e Mesopotamia), la Via del Sale, la Via delle spezie, la Via del thé, la Via dell’incenso e, purtroppo, anche la dolorosissima Via degli schiavi. E con questo atto di “memoria” di una delle vie più crudeli della nostra storia, possiamo anche ricordare altre memorie di bellezza, di arte, di felicità, ecc. senza però mai dimenticare quante vie la nostra storia ha costruito sul dolore.

Pro Loco e territorio a valorizzare
di Giovanni Fregonese

La definizione più ricorrente di Pro Loco suona così: organizzazione con lo scopo di promuovere il territorio attraverso la valorizzazione delle tradizioni socio-culturali e popolari. Naturalmente la precisazione appena citata interagisce abbastanza bene con le opportunità ipotizzate dai P.I.O.T. ma, per restare nel solco degli interventi che mi hanno preceduto, provo anch’io a dare una più aggiornata interpretazione della funzione che l’ Associazione, di cui mi onoro di svolgere il ruolo di Presidente, nei fatti grosso modo già esercita. La Pro Loco, in un certo senso, è come un’agenzia di comunicazione che opera sul territorio, interpretandolo.
Dare vita ad eventi, organizzare spazi urbani in maniera differente dalla vita quotidiana che li anima significa lasciare segni sul territorio. E i segni sono come dei semi che, se coltivati bene, possono produrre un grande raccolto di esperienza, storia e partecipazione. La Pro Loco, in buona sostanza, crede nella forza e nella singolarità dell’ambiente in cui opera , convinta che la sua ricchezza derivi dalla riscoperta della sua originale identità e dell’accoglienza delle nuove identità; un atteggiamento che allarga le braccia ad un patrimonio di culture e tradizioni sempre più vasto, dando un significato anche sociale al proprio operato, ma soprattutto facendo risultare sempre più evidente un dato davvero interessante sulle Pro Loco : umili ma, nello stesso tempo, grandi protagoniste.

Turismo: economia della felicità
di Arch. Giorgia Andreuzza, Assessore Provinciale al Turismo

La stagione che sta volgendo al termine ci ha riservato sorprese variegate; infatti mentre dalla economia nazionale arrivano ancora deboli segnali di ripresa, da quella chiamata della felicità, perché generata dall’industria del turismo, giungono per il nostro territorio segnali positivi; solo per fare qualche esempio mi fa particolarmente piacere comunicare sia che la Provincia di Venezia ha consolidato i 33 milioni di presenze, ma anche che Concordia ne ha fatte registrare un più 33% , Quarto d’Altino più 30%, Portogruaro più 23%, Noventa più 17%. E’ infatti su obiettivi strategici concernenti l’allungamento della stagione e l’estensione della permanenza della vacanza dei turisti che la Provincia Di Venezia sta lavorando, con una serie di progetti che prevedono formazione degli operatori, laboratori di idee e di metodo per fare sistema, ed in particolare la creazione di prodotti dedicati a turista “Slow”. In particolare su questo territorio che abbraccia la costa veneziana, che ormai può essere considerata un prodotto maturo, è fondamentale intervenire per favorire la competitività allargando l’offerta per i villeggianti in modo tale da aggiungere qualcosa in più al concetto di “sabbia-mare”, in buona sostanza incuriosire l’escursionista con proposte enogastronomiche, culturali, ambientali. Questo tipo di proposta, definita “Slow”, si rivolge in verità, anche ad un target particolare e cioè quel turista viaggiatore, esploratore che vuole scoprire culture e tradizioni, verificare le attrazioni che un territorio mette a disposizione siano esse connesse al paesaggio e all’esperienza di viaggio in bicicletta, in barca e a cavallo.
Tra il Piave ed il Sile tutto questo è realizzabile, ma va organizzato in moda da rendere l’esperienza del nostro turista indimenticabile e ben fruibile, organizzata tra tutti i soggetti del territorio. Stiamo predisponendo un master-plan che ci consentirà di mettere a sistema i vari interventi che coinvolgono i Comuni tra il Piave ed Sile . In aggiunta ad alcune opere infrastrutturali stiamo avviando un lavoro importante per la creazione di percorsi tematici che caratterizzano questo territorio ricco di fiumi ed importanti siti archeologici; distinto da un paesaggio rurale che racconta la storia della bonifica, della grande guerra, dell’antica Serenisisma e coronato da una grande tradizione enogastronomica. Per raggiungere questo traguardo saranno coinvolti i Comuni, gli operatori ed anche le nostre preziose Pro Loco; non a caso, infatti la competizione dei territori a vocazione turistica si gioca prioritariamente sulla capacità di catturare i flussi turistici attraverso una comunicazione mirata che valorizzi il territorio e le sue capacità d’accoglienza. In definitiva bisognerà i P.I.O.T vadano al più presto a regime e che il settore pubblico e quello privato tengano sempre aperto un tavolo di confronto al fine di realizzare politiche commerciali efficaci, capaci di generare un ritorno effettivo delle azioni compiute, in termini di sviluppo del settore turistico.

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