SAN MARTIN: LA MIA MEMORIA, LA NOSTRA STORIA

By at 1 dicembre, 2011, 2:50 pm

Con l’estate di S. Martino, periodo che la tradizione fissa come inizio dell’annata agraria, puntualmente tornano alla mente i patti agrari e le storie ad essi legate. Sembra ieri, quando con la legge 203 del 1982, quella meglio conosciuta come “ dei patti in deroga”, veniva introdotta una normativa capace di mettere un po’ d’ordine nell’antica e difficile realtà del mondo agricolo; prima, infatti, nel giorno consacrato a San Martino si stilavano bilanci dell’annata e solo in presenza di risultati positivi venivano rinnovati i contratti agrari.
Per il mondo contadino, dunque l’11 Novembre era un giorno importante, una sorta di “capodanno”, di spartiacque stagionale da celebrare, in caso di buona annata, con banchetti e grandi bevute, in un’atmosfera gioiosa, eco persistente di antichissimi culti agrari; oppure da sottolineare con un silenzio profondo all’interno del quale arrovellarsi per trovare soluzioni capaci di mettere assiemeil pranzo con la cena del giorno dopo.
La Pro Loco di Musile di Piave ha inteso quest’anno tornare a rendere omaggio alle tradizioni e ai mestieri popolari veneti, promuovendo una serie di eventi durante le giornate del 12 e 13 novembre.
La mattina di sabato 12 sono stati allestiti in Piazza Libertà dei laboratori didattici per gli alunni dell’Istituto comprensivo “E .To t i”, tenuti da u n casaro e dal Consorzio produttori del formaggio Montasio, per condividere insieme ai più giovani la loro esperienza nell’arte della caseificazione.
La sera, presso il capannone riscaldato di Piazza XVIII Giugno, è stato servito il Banchetto d’autunno, dove si sono potuti degustare vini e pietanze a base di prodotti tipici locali ed in particolare è stato riproposto il bollito misto, piatto della tradizione veneta. La giornata di domenica 13 è stata allietata dalla festa in Piazza Libertà. Il gruppo folkloristico “Pastoria del Borgo Furo” di Treviso ha illustrato come venivano svolti i mestieri di una volta con strumenti, utensili e costumi d’epoca e nel primo pomeriggio si è esibito con canti e balli sulla vita di paese. E’stato inoltre presente per tutta la giornata il mercato di prodotti agricoli locali con il requisito del Km zero.
Nel pomeriggio è stato distribuito un piatto tipico a base di fagioli e sotto il capannone di piazza XVIII Giugno è stata effettuata una ricostruzione storica della vita quotidiana della civiltà degli antichi Veneti.Lo scopo delle manifestazioni è stato quello di sensibilizzare la cittadinanza tutta alla riscoperta del nostra storia e cultura per continuare a far vivere le tradizioni e le usanze dei nostri paesi: come un albero non potrebbe crescere senza radici, così anche noi non potremmo migliorarci se perdessimo completamente ogni collegamento con i nostri predecessori, progenitori del nostro tempo.
Il Presidente
Luigino Lessi

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