UN ALBERO NON MUORE MAI NELL’OASI NATURALE DI TREPALADE

By at 1 dicembre, 2011, 2:42 pm

Ci allontaniamo a piedi dal traffico della strada provinciale e dal mezzo che ci ha condotti all’Oasi di Trepalade per immergerci quasi subito in un ambiente affascinante. Lasciate alle spalle anche le capanne in uso all’Associazione Ornitologica Basso Piave, dotate di un locale didattico polifunzionale e di servizi igienici, il bosco si fa più fitto mostrando tutte le sfumature di quel verde che raramente oggi ci capita di vedere. Non è un bosco accessibile a tutti; è una natura incontaminata paradossalmente custodita, a forza di braccia e di passione, come l’avresti potuta vedere qualche migliaio di anni fa. Poco più in là, sull’argine del Sile, la pista ciclabile che consente di attraversarlo quasi tutto quel bosco. L’escursione più appagante, però, si fa a piedi. Il punto di partenza dell’itinerario didattico è il parcheggio della fabbrica meglio conosciuta come ex ICM, oggi sede di un’altra azienda. Ma oggi siamo partiti proprio dal cuore del bosco. Seguo attentamente la dettagliata spiegazione che Natale Carmello, Segretario dell’Associazione Ornitologica, mi fa dell’area nella quale stiamo entrando. Ma gli alberi, i laghetti, gli animali mi distraggono e mi trasportano in un ambiente quasi fiabesco. Gli scorci di cielo tra le fitte foglie, quel silenzio ovattato, il muschio, l’edera che avvolge completamente vecchie opere murarie, quasi a volerle cancellare da quell’angolo di paradiso, il morbido tappeto del sottobosco, sono un quadro multiforme e cangiante che non può non rapirti e trasportarti in un’atmosfera alla quale non siamo più abituati. Non capita spesso oggi di vivere queste emozioni. Poco importa se si intravede anche qualche casa e se vieni a sapere che parzialmente il bosco è costituito anche da terreni privati e da prati curati. Sono dettagli che non solo sfuggono inosservati ma fanno da piacevole contrasto a tutto quel che di selvaggio e più naturale incontri; sono piccoli spazi artificiali immersi in uno spazio nuovo e che cambia e si rinnova di stagione in stagione. Proprio qui si può avere l’idea di come la natura si riapproprierebbe interamente dei suoi spazi, avvolgendoli, quando l’uomo cessasse di intervenire su di essa. Risalita una porzione di pista ciclabile verso Quarto, scendiamo nel cuore del bosco. Una piccola radura, densa di verde e con qualche raggio di sole, sottile come uno spillo; al centro, quasi un monumento, quel che rimane di un albero. Natale Carmello mi spiega che da quella pianta, oggi poco più che un brandello di tronco, per anni, nei tempi andati, si sono ricavate le pertiche che servivano per spingere le barche sul fiume. Sembra un albero morto ma mi viene subito in mente un cartello posto all’inizio del nostro percorso che avvisava: “un albero non muore”. Anche quest’albero vivrà per sempre fornendo alimento e riparo per altri organismi.
Osservo l’ambiente circostante e, a fatica, distolgo lo sguardo da quella natura incontaminata per qualche foto e per tradurre in sintetici appunti le dettagliate informazioni ricevute.
L’Associazione Ornitologica Basso Piave Onlus, che ha la sede a Portegrandi presso il Centro didattico ambientale Airone, è nata nel lontano 1987 con la passione di pochi volontari. Situata presso il centro sociale, oltre alla capiente sala didattica dove sono esposti circa 400 uccelli, dispone di un diorama, costruito dal naturalista Michele Zanetti, e di una biblioteca. Nel settembre del 1991 l’associazione ha avuto in gestione lo spazio dell’oasi di quasi ottomila mq. Questo terreno apparteneva già da venti anni al Comune di Quarto d’Altino e l’Amministrazione dell’epoca, dimostrando grande sensibilità per la natura e l’ambiente, decise di farne un oasi naturale. Al riparo di questo bosco spontaneo trovano sicuro rifugio molte erbe ed animali dettagliatamente elencati nelle pubblicazi o n i, f o r nit e a r ichiesta, e ne l si to dell’Associazione (www.oasitrepalade.com). L’Associazione, mi viene anche detto, è aderente alla Federazione Ornicoltori Italiani (www.foi.it) e al Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Venezia (www.csvvenezia.it) dal quale riceve limitati finanziamenti. Le spese dell’oasi sono a carico del Comune di Quarto ma per gestire un’area di tale importanza e le attività connesse servono anche altre risorse. Un progetto di questo tipo dovrebbe essere supportato in modo più consistente anche dalla Regione e dall’Ente Parco Sile per consentire al Presidente Bruno Capitanio ed ai volontari dell’Associazione Ornitologica di completare o incrementare in modo decoroso tutte quelle attività che ormai sono quasi di routine: la Mostra ornitologica per specialisti e allevatori a Quarto (sospesa per quest’anno per mancanza di fondi), la Fiera degli uccelli e degli animali da cortile a Portegrandi, i concorsi per le scuole di Quarto, la promozione dell’Oasi presso centri situati anche in altre regioni, le visite guidate e gratuite per turisti, appassionati e, soprattutto, per gli alunni delle scuole dell’obbligo che portano a quota duemila i visitatori annuali. L’attuale crisi ha ridotto quasi del 50% queste risorse e, conseguentemente, ci sarà un taglio drastico delle attività.
Sponsor, oggi, sempre più difficile da trovarne. Risultato: un sempre minor numero di ragazzi potrà ricevere insegnamenti sull’educazione all’ambiente e sulla necessità di rispettare la vita delle piante, degli animali e, aggiungiamo noi, anche dell’uomo.
Avrei voluto soffermarmi di più, ma abbiamo i nostri impegni. E così c’è solo il tempo per gettare uno sguardo verso il canneto, i saliceti ripariali, il roveto, il salice bianco, il bosco idrofilo, il pioppeto, il prato incolto, le cave senili, il laghetto, il capanno di osservazione. Dettagliati cartelli aiutano l’identificazione dei vari siti. I volontari dell’Associazione sono disponibili per visite approfondite previo appuntamento telefonico (info: tel 0422 78 90 41 – fax 0422 82 90 09 – cell.339 59 42 089).
Ci soffermiano più a lungo nel “Bosco dei Nati”, realizzato nel 1998: un albero per ogni nato nel comune di Quarto d’Altino.
Oggi svettano olmi, frassini, aceri e querce sopra un sottobosco pieno di vita. Suggerisco di farne un punto di incontro annuale per genitori e figli e per celebrare le nascite, assaporare cibi naturali e, soprattutto, per far vedere a bambini e ragazzi come è bella la natura dalla quale siamo tutti nati… potrebbe essere uno dei progetti da sviluppare insieme alla P ro Loco. Uno di questi giorni, da solo, andrò alla scoperta delle parti più nascoste dell’oasi dove, ne sono sicuro, ritroverò altri scorci af fascinanti e, per qualche minuto, anche un angolo tranquillo e rilassante a completo contatto con la natura.
Claudio Widmar

(precisazione nell’articolo del n. 7: il nome corretto della compagnia di navigazione sul Sile è Stefanato. www.navigazionestefanato.it)

Categories : Pro Loco Quarto d'Altino


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