Radio Jesolo Number One

By at 24 marzo, 2014, 6:25 am

Il monopolio RAI nel campo dell’informazione è stato praticamente abolito dalla sentenza N° 225 emessa dalla Corte Costituzionale nel 1974.  Da questa data in poi vennero legalizzate le “radio libere” dando il via a molte emittenti in tutto lo stivale. Ed anche da noi, qui a Jesolo, venne l’idea di comunicare attraverso l’etere con una radio senza vincoli. Iniziammo così la nostra avventura che durò più di 5 anni.

Mi chiamo Giuseppe  Priviero (Beppino per gli amici ed ora Bepi perché ho 70 anni)e con l’amico e coetaneo Alfieri Finotto  abbiamo fondato nel lontano 1975, Radio Jesolo Number One. Ad aiutarci per tutto il periodo ci fu anche il compianto Franchino Bragato, nostro braccio destro, purtroppo scomparso da alcuni anni, che alla chiusura della nostra emittente ne aprì una tutta sua qui a Jesolo.

In quel periodo erano gli anni dei CB e  noi trasmettevamo con i “baracchini” dalle nostre auto, collegandoci con altri appassionati di rice-trasmittenti sparsi in tutto il Veneto.

Nella primavera del 1975 venimmo a sapere che a Milano era sorta una radio privata come negli USA. Ci mettemmo alla ricerca di come si poteva mettere in piedi una emittente, quindi mi recai a Milano per parlare con il proprietario di Radio Milano International. Dopo il primo incontro, con molto entusiasmo e tanta voglia di fare, acquistammo un trasmettitore da 50 Watt ed iniziammo la nostra avventura. Però non conoscendo perfettamente il meccanismo, dovetti recarmi spesso a Milano per capire ed imparare. A RMI  conobbi il già noto Federico l’Olandese Volante e,  allora alle prime armi, Gerry Scotti, Claudio Cecchetto e moltissimi altri che poi divennero famosi.

Con questa pochissima potenza in uscita dalla nostra radio, avevamo piazzato l’antenna sopra ad un condominio di 6 piani in via Dante, dove nell’appartamento sottostante c’era la nostra sede. Ci potevano ascoltare a Nord fino a Belluno,  a Ovest  quasi a Verona, a Est fino a Trieste e a Sud fino a Ferrara.  Un successo strepitoso, anche perché eravamo i soli a trasmettere e ricordo, ci arrivavano telefonate da tutte le parti per la trasmissione “tutte dediche”. Tutto andava per il meglio, ma solo  dopo  6 mesi abbiamo dovuto potenziare il trasmettitore, erano nel frattempo sorte altre radio, con più potenza e frequenze di trasmissione vicino alla nostra.  Ma questo non bastò e dopo altri 4 mesi abbiamo dovuto trasferire le antenne sul monte Pian Cavallo, a Nord di Pordenone per avere una maggiore raggio di copertura nel territorio, poiché l’altitudine e  l’irradiazione delle frequenze in FM era migliore e più potente. Nel frattempo anche i canali di trasmissione si saturavano per la nascita continua di altre radio in tutto il Veneto, quindi se noi fossimo rimasti con il trasmettitore a Jesolo saremmo arrivati a stento a coprire il nostro comune.

Rammento inoltre, che avevamo  creato un programma in diretta telefonica, da mezzanotte alle 5 del mattino, per parlare con chiunque di moltissime cose, ma non di politica. Avevamo migliaia di ascoltatori, molti con la voglia di chiacchierare e tantissimi solo di ascoltare. Erano i problemi di tutti, di gente semplice e impegnata, che si esprimeva direttamente senza aver concordato niente prima. Era una vera e pura radio libera senza i bavagli della censura e delle malizie.

Da noi sono transitati diecine e diecine  di ragazzi e ragazze, tutti volontari e con tanta voglia di fare, di trasmettere e far ascoltare la loro musica ed i loro programmi. Alcuni di loro sono diventati dei DJ affermati come Giuliano Veronese, alcuni musicisti come Giamberto Lombardi e Giorgio Pradella. Altri dei politici come Daniele Bison, chi invece un noto penalista l’avv. Rudy Marigonda. Ma molti ancora si alternavano dietro al microfono come, Germano Simonitto, i Tardera di Milano che poi sono entrati a far parte di Mediaset, e come non ricordare Gimmy il simapatico militare americano che girava a Jesolo con il suo furgone rosa. Ma c’era anche Mauro Burato e Cristiano Miele passato poi a Radio Birichina. Ricordo anche Denzi Mazzetto, oggi gestore della pizzeria Milano con il fratello Andrea e molti altri ancora. Ma tra tanti ragazzi e ragazze nasce anche l’amore e 8 di loro hanno trovato la compagna o il compagno per poi convolare a giuste nozze.

In radio passavano anche i cantanti allora sconosciuti per promuovere i loro primi dischi. Tra questi c’è stato anche Pupo, allora proprio alle prime armi. Era simpatico ma con poche Lire in tasca. Trasmetteva e cantava in diretta, rimase con noi per alcuni giorni per pubblicizzare le sue prime incisioni.

Erano gli anni anche di Radio Capodistria, che trasmetteva dall’altra parte dell’Adriatico musica e messaggi augurali con un noto speaker milanese, Luciano Minghetti che faceva la parte del beone, dedicando le canzoni e gli auguri a tutti. In quella afosa estate trovandosi in vacanza a Jesolo venne a trasmettere da noi, anche in questo caso fu un grande successo.

Tra le molte iniziative una sera andai al Muretto per intervistare  Loredana Bertè ed un certo Beppe Grillo, che non sapevo chi fosse, era alle prime armi. Quando mi dissero: intervista anche questo comico, chiesi, ma chi è, non lo conosco non ho mai sentito parlare di lui. Dopo l’incontro, con il suo accento genovese, risultò simpatico e riscosse numerose critiche positive nel corso delle nostre trasmissioni.

Una sera però feci una figuraccia sempre al Muretto, quando venne Gloria Gaynor per cantare. Dopo aver chiesto al suo manager per un’intervista mi recai nel camerino e sedetti appena entrato, vicino ad una signora di colore. Preparai il registratore e dissi: sono pronto per l’intervista. Il manager mi rispose: se ti avvicini al tavolo Gloria potrà rispondere meglio. Nell’euforia mi ero seduto vicino alla sua segretaria. L’emozione gioca brutti scherzi!

Non dimenticherò mai una simpatica ragazza che trasmetteva da noi un programma su Renato Zero. Preparatissima, conosceva tutto di lui, tutte le canzoni, i gesti i vestiti persino il numero delle scarpe. Capitò di dover andare ad intervistarlo per una serata a Caorle, inviammo lei. Emozionatissima  e tutta tremante dopo la prima domanda al suo idolo… svenne. Poi si riprese e completò il servizio che trasmise nella sua rubrica.

Furono anni pieni di soddisfazione, ma poca remunerazione. Ci invitavano da tutte le parti e quando arrivavamo ci accoglievano come personaggi famosi. Tutti i ragazzi che trasmettevano erano al settimo cielo.

Siamo andati avanti per 5 o 6 anni poi io mi ritirai ed Alfieri volle fare il passo verso la TV. Trovò un altro socio ma la nuova avventura durò poco tempo e nel giro di un’ anno vennero chiuse sia la radio che la televisione.

Comunque fu un periodo molto bello e denso di avvenimenti, noi avevamo iniziato quasi per gioco, ma poi se volevamo sopravvivere dovevamo intraprendere questo lavoro come professione, ma entrambi avevamo le nostre attività e questo c’impedì di continuare.

Questa in breve è la storia di Radio Jesolo Number One.

 

Bepi Priviero

Pro Loco Jesolo

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