Località storiche a San Donà: Chiesanuova

By at 29 marzo, 2014, 6:37 am

La voglia di sapere, la curiosità,  ci invogliano talvolta a cercare notizie su argomenti e fatti che sono accaduti nei nostri territori, sfogliando le pagine di libri che raccontano la vita dei nostri antenati (v.  Chimenton ), parlano della storia dei posti in cui viviamo.

Il nome di  Chiesanuova, attualmente frazione del Comune di San Donà di Piave,   comincia ad apparire per le prime volte nei documenti che risalgono al secolo XI-XII.  E’, all’epoca, un umile villaggio della laguna veneta, il più elevato di tutto il territorio e quindi abitabile.

Da un antico documento storico (il Placito) del 998 d.c., appare che allora

il piccolo villaggio di  Chiesanuova dipendeva dalla diocesi di Torcello

Dal XV secolo Chiesanuova risulta essere stata molto legata ad un grosso villaggio, San Donà di Piave, sorto sulle rovine di un glorioso popolo.

Anticamente, infatti, in questo territorio aveva vissuto una grande civiltà, i Paleoveneti, che abitavano tra boschi e acque di sorgiva presso le quali usavano edificare i loro santuari, come quello scoperto nel vicino territorio di Musile,  dedicato alla dea Reitia.  Era una dea legata alla fertilità, protettrice della salute di uomini e animali, molto venerata.  Ad essa venivano offerte piccole coppe che venivano spezzate dopo aver bevuto l’acqua pura che contenevano.

Sul margine interno della laguna veneta, correva la Via Annia, una strada militare romana che arrivava fino ad Aquileia-Grado, limitando superiormente la zona delle lagune di Equilio e di Eraclea, paesi legati alla storia del Doge veneziano Paoluccio Anafesto.

Pur  fra tante difficoltà e inondazioni, vedendo la possibilità di poter coltivare  appezzamenti di terra liberati dalle acque e approfittando dell’abbondante materiale reperibile nei boschi, trovarono rifugio in questi luoghi i primi abitanti di Chiesanuova che costruirono le loro capanne presso le valli da pesca e caccia presenti nel territorio.

La gente  viveva quindi di caccia, pesca e di agricoltura, coltivando nei campi principalmente orzo, frumento, fagioli, uva e allevando animali da cortile e cavalli.

Per anni gli abitanti  fornirono  legna da ardere presa nei boschi che attorniavano Chiesanuova (v. Calle dell’Orso) e tutti i prodotti tipici delle zone paludose, come canne, “grisioe”, strame, ecc.,  alla Serenissima Repubblica di Venezia.

La configurazione e la struttura del territorio cambiò nel 1632 a causa della deviazione del Piave con lo scavo manuale dell’alveo della Piave Nuova, per salvaguardare  la laguna dal rischio di trasporto di detriti da parte del fiume.

La comunità religiosa iniziò ad installarsi nel territorio nel 1696 con l’erezione della prima Cappella fatta eseguire dai nobili Bernardo e successivamente ampliata nel 1800.

La  “mansioneria”  di Chiesanuova, sotto la dipendenza diretta del Parroco di S.Donà, fu elevata al grado di  “curazia” nel 1903.

Chiesanuova  chiese ed ottenne la propria indipendenza religiosa, motivando la propria richiesta con la variazione di situazione creatasi   a seguito del nuovo corso del Piave, divenendo a sua volta Parrocchia..

Nel 1882 venne eretta la prima Chiesa, il Campanile fu ultimato nel 1910 e l’anno successivo fu costruita anche la Canonica.

Verso la fine del 1800 venne istituita una Scuola Elementare plurima, dalla prima alla terza, con una unica Insegnante.

Fra gli anni 1871-1915, la superficie subì una profonda trasformazione del paesaggio con il progredire della bonifica che non solo rimpiccioliva l’area paludosa, ma trasformava le aree in terreni coltivabili.

A tal proposito, va ricordata l’opera importante che contribuì a dar vita alla frazione di Chiesanuova:  il sostegno dell’Intestadura del Piave, che permise di usufruire del tratto di fiume abbandonato dall’incanalamento ufficiale dello stesso, per una navigazione diretta con Venezia.

A ricordo di ciò, esiste una iscrizione scolpita su una lastra di marmo posta sul manufatto di Intestadura.

Gli abitanti di Chiesanuova vennero messi a dura prova durante le inondazioni provocate dalla rottura degli argini del Piave nel 1889 e in quella del 1903.

Durante la I^ Guerra Mondiale, sotto il tiro incrociato degli eserciti avversari, la popolazione di Chiesanuova fu costretta ad attraversare il Piave  sul ponte di barche in uso a Palazzetto,  per mettersi in salvo, disperdendosi nelle campagne dei paesi circostanti, arrivando anche in quelli della provincia di Udine.

Chiesanuova era diventata, causa la costruzione di trincee in cemento armato, una  “piazzaforte”.

Subì un primo bombardamento nel 1916 e l’anno successivo divenne sede di Comando presso le Opere Parrocchiali e l’azienda agricola Janna (ora Villa Teresa).

A causa dei bombardamenti, delle opere parrocchiali e delle case del paese, restarono solo rovine.

Finita la guerra si provvide alla ricostruzione delle case,  della Chiesa e della Canonica, ultimata nel 1924.

Nel 1927 fu benedetto l’Asilo, affidato alle Suore Francescane della Vigna e nel 1931, con gran lavoro di trasporto di materiali per rialzare il sito, venne completato il cimitero.

(v. Testimonianza per Chiesanuova – Gruppo el Solzariol).

Chi percorre oggi la strada che costeggia la Piave Vecchia a Chiesanuova, può godere di sprazzi di luce, di cieli capovolti, di tramonti inenarrabili, può ammirare una grande varietà di flora nel susseguirsi delle stagioni, ascoltare il canto degli uccelli che nidificano nascosti nelle fronde degli alberi o negli arbusti che costeggiano la riva.

 Lucia Basso

(n. 2 foto di Chiesanuova di Lucia Basso)

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Categories : Pro Loco San Donà


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