Il nocciolo della parola

By at 12 dicembre, 2014, 2:23 pm

Ogni parola contiene il proprio nocciolo di richiamo sociale e culturale, prova dell’indissolubilità del trinomio popolo-lingua-storia; tale insita informazione rappresenta la sintesi di un passato che viene a presentarci il conto nel terzo millennio dC.

Stria veneziana e stria leccese
Che cosa può avere in comune il dialetto veneziano di terraferma con il dialetto salentino o, meglio, dialetto leccese.
La dimensione spaziale tra il nord-est e il sud-est italiani copre geograficamente la fascia costiera orientale della penisola  ma si potrebbe azzardare la tesi che la comunanza derivi dal fatto che i loro litorali sono bagnati dallo stesso mare, l’Adriatico, percorso nei secoli da marinai che si sarebbero scambiati, oltre alle merci. qualche voce dialettale.
Poi, non dimentichiamo l’apporto profondo della Serenissima lungo le coste adriatiche.
Il prof. Adelmo  Marino dell’università di Teramo intravede, seguendo le terre bagnate da queste identiche acque, tracce reiterate di tradizioni, costumi e oggettistica.
Una particolarità non solo linguistica, quindi, che confermerebbe, ove ce ne sia ancora bisogno, l’essere tutti figli  di una sola madre.
Il vocabolo italiano Strega è l’erede del latino Striga il cui verbo Strigare si è svolto in Stregare.
Il latino Striga, però, veniva  a sua volta dal greco Striks “uccello notturno” che poi sarebbe diventato in latino Strix “volatile rapace notturno”, da ciò il verbo Strigare relativo al verso dell’uccello.
Il passaggio figurato (allegorico o metaforico che si voglia) da “uccello rapace notturno” a “strega” quale creatura malefica notturna, non deve essere stato, pertanto, macchinoso e così da Strigare si è passati a Stregare relativo alla strega.
L’attestazione dialettale veneta è Stria o Strea, con valore semantico di Strega.
Nel leccese, invece, la voce Stria ha assunto il significato di “ragazzina”, sovente, di “bella ragazzina” e per estensione designa anche la “fidanzatina”, omologandovi la diffusa indicazione italiana di “ragazza” quale fidanzata.
Qui, infatti, con Stria è avvenuto il passaggio da “strega” a “bella ragazzina” utilizzando la figura retorica dei contrari per accentuarne la qualità.

 

Ferruccio Gemmellaro

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