Il “Verdon”

By at 12 dicembre, 2014, 1:19 pm

Tra i miei ricordi d’infanzia mi viene in mente, di tanto in tanto, una fiaba che raccontava di alcuni fagioli magici che avevano la proprietà di crescere sino alle nuvole. Giacomino, il personaggio della fiaba, arrampicatosi lungo il fusto, raggiunse così il castello dell’orco gigante. Non ricordo bene come iniziasse e come finisse quella storia. So solo che, a parte delle ottime vellutate che di tanto in tanto mi capita di assaporare, l’immagine del fagiolo magico mi ritorna spesso alla mente. Così accadde anche qualche tempo fa quando la Sindaca di Quarto d’Altino stimolò il mio interesse per la stesura di un articolo aprendo sul suo tavolo una piccola bustina dalla quale uscirono dei fagioli particolari con una bella storia da raccontare, anche se non proprio una fiaba. Quell’immagine mi riportò ai tempi del fagiolo magico ed ebbi così modo di scoprire che anche il “Fagiolo Verdon” ha comunque qualche cosa di magico da raccontare. Da circa cinquanta anni mancava da Quarto d’Altino e si pensava che ormai si fosse “estinto”. Rimaneva presente solo nei ricordi dei più anziani. Fortunatamente una manciata di semi “magici” la si è potuta trovare presso una famiglia di Altino trasferitasi nella laguna di Caorle.  In linea con quella fiaba si potrebbe dire che quei semi sono “magici” perché oggi sono magicamente ricomparsi e rigermogliati nei territori di Quarto d’Altino, “crescendo” sino a raccontare alle nuove generazioni la loro storia e le caratteristiche di quel delicato alimento. La storia attuale del Fagiolo Verdon la possiamo inserire certamente nella gastronomia, ma non solo. Infatti fa parte del territorio altinate più di quanto si possa immaginare. Da alcune approfondite ricerche è emerso che le tipicità agricole dei terreni di Quarto d’Altino, in origine, erano proprio il Fagiolo Verdon ed il Merlot, con il quale esso si abbina felicemente.  Merito dei terreni ricchi di particolari sostanze delle quali i due prodotti hanno bisogno per crescere bene. Alimento dal consumo tipicamente invernale (ma mi è capitato di assaporare delle ottime passate fresche anche d’estate) oggi il fagiolo viene prodotto sui terreni di Quarto in due momenti: il raccolto di agosto, dai semi più piccoli, ed il raccolto di ottobre, dai semi leggermente ingranditi dalle piogge più frequenti del periodo autunnale. Ma del Verdon, su questi terreni, se n’ era abbandonata la coltivazione negli anni cinquanta in quanto, all’epoca, erano rimaste poche piante per lo più per le necessità familiari e, solo apparentemente, di poca resa; questa era la considerazione che oggi riscopriamo errata e che era andata a formarsi su questo legume, almeno rispetto alle altre proposte che il commercio a quei tempi imponeva perché più remunerative, magari a discapito della qualità. Una serie di attività promozionali e di ricerca svolte nella provincia di Treviso, allo scopo di individuare e ritrovare i prodotti di un tempo, lo ha riportato all’attenzione imponendo, questa volta, una tutela per la sua conservazione sia con la registrazione del suo nome sia con un organismo ufficiale, l’Associazione tutela fagiolo “Verdon” (tel.0422 70 82 70 – 347 03 95 653), per poter meglio avviare e seguire la produzione. Dopo un periodo di esperimenti allo scopo di collocare le coltivazioni sui terreni più adatti, le analisi  effettuate negli anni scorsi hanno rilevato l’ottima qualità e l’omogeneità del prodotto nei terreni di Quarto ed in quelli limitrofi sui quali altri produttori hanno aderito alla proposta ed hanno iniziato la coltivazione. La produzione nel 2013 è stata di circa 4 quintali, ben presto esaurita, e si prevede un costante aumento di vendite a partire dal 2014, promuovendolo, dove possibile, anche nei ristoranti. In questi giorni si stanno raccogliendo i primi dati. Il “Verdon” è dunque un ritorno alle tradizioni (pasta e “fasioi”) e le ricette dell’epoca ne esaltano il suo delicato ed elegante sapore. Anche l’antico piatto familiare con radicchio e fagioli non è niente male. Per la caratteristica della buccia dei semi, sottile e fragile, è sufficiente un frullatore ad immersione (minipimer) per ottenere una leggera vellutata e la pasta cotta in questa crema ne raccoglie tutta la fragranza. Inutile aggiungere le riconosciute ed eccellenti qualità salutari di tutto rispetto; questo legume è infatti ricco di vitamine, sali minerali, proteine vegetali, fibre e lecitina. Il “Verdon” è un fagiolo che oggi viaggia molto per le fiere e sagre per presentarsi ufficialmente nella migliore gastronomia ed a Torino, al “Salone Internazionale del Gusto Madre Terra”, sono state esaurite in breve tempo tutte le confezioni a disposizione per più di 80 chili. Il desiderio di proporre i sapori di un tempo, progetto caldeggiato dalla sindaca Silvia Conte ed apprezzato pubblicamente anche dal Presidente della Regione  Luca Zaia, sta avviandosi alla sua piena realizzazione con la volontà e capacità di agricoltori come Narciso Gobbo e di coloro che hanno accettato di aderire ad un rigido disciplinare che tutela tutta la filiera della produzione del “Verdon”, dalla coltivazione biologica alla sua commercializzazione, passando attraverso le particolari cure messe in atto per la raccolta, il trattamento ed il confezionamento. La lavorazione oggi è ancora manuale e prevede un’essiccazione naturale al sole. Sono pratiche quasi dimenticate che oggi richiedono impegno, pazienza e sacrifici. Possiamo affermare che il “Verdon” non è solo una coltivazione biologica ma racchiude un valore aggiunto che è quello di un prodotto che qualcuno definisce di nicchia ma che forse è meglio definire ad elevato contenuto umano per il rispetto e la cura che si rivolgono verso questo antico prodotto che oggi ritrova una dignitosa collocazione sulle tavole e nel settore dello “Slow Food”. E’ per questi motivi che, almeno in queste prime fasi di avvio, i produttori si sentirebbero ancor più gratificati se i loro sforzi continuassero ad essere adeguatamente sostenuti dalle istituzioni locali. La maggior diffusione del prodotto  consentirebbe anche una diminuzione dei costi di produzione.
Chi fosse spinto dalla curiosità di avvicinarsi a questo prodotto la migliore occasione si presenterà durante i Mercatini di Natale del 13 e 14 dicembre dove il “Verdon” sarà presente presso lo stand per farsi conoscere con le ricette suggerite dal Presidente dell’associazione Narciso Gobbo e per lasciarsi assaggiare al punto gastronomico. La Pro Loco di Quarto d’Altino, infatti, come l’anno scorso, proporrà nel suo menu anche il “Verdon”.
Ricordiamo, infine, oltre ai Mercatini di Natale del 13 e 14 dicembre, anche gli appuntamenti con la corsa dei Babbo Natale il 14 dicembre, il CinCin 2014 dell’ultimo dell’anno ed il Pan e Vin 2015 del 5 gennaio.

Claudio Widmar

Categories : Pro Loco Quarto d'Altino


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