Pansé e Nontiscordardimé

By at 12 dicembre, 2014, 2:39 pm

Della nonna il signor Marco credeva di conoscere tutto, ma proprio tutto: la sua passione per la lettura, la sua grande disponibilità nell’ascoltarlo, quando aveva dentro qualcosa da dirle, che non voleva però sapessero i suoi genitori. A poco a poco si era convinto che la nonna fosse nata così, nonna e non fosse mai stata bambina. Ed era questa un’idea che gli piaceva conservare anche adesso che è diventato lui pure papà.
Nonna Nerina, che viveva in una casetta ai piedi dell’argine del Piave tra San Donà e Grisolera ( Eraclea ) come amava dire lei, qualche anno fa, all’età di oltre novant’anni se n’è andata. A lui, unico nipote, l’incombenza di liberare la casa che occupava da sola, non voleva badanti. Vestiti ed altro li ha riposti in scatoloni da dare alle opere della San Vincenzo, in tasca si è messo solo un libricino, trovato sul comodino della camera. A casa lo ha esaminato. E’ un libretto di preghiere che alla nonna era stato regalato, in occasione della sua prima comunione, la data, con la dedica dice Pasqua 1915. Era da poco arrivato a San Donà monsignor Saretta, il nuovo parroco. Ma quello che ha incuriosito Marco è un bigliettino infilato tra le pagine di preghiere. Un bigliettino simile a quelli da visita che ci si scambia con l’indirizzo, ma questo aveva altra funzione. Al centro presenta un mazzetto di pansé color rosso, intrecciati ad azzurri nontiscordardimé e trifoglio, più sotto una scritta stampata in rosa “Attestato di diligenza e buoni costumi”. Nello spazio rimasto vuoto due righe tracciate con segni sicuri di penna che dicono “ A Nerina Bonora per essersi distinta nel dettato, 21 marzo 1917. Firmato la maestra Francesca B.
Questo attestato è una finestra che si apre sulla vita della nonna, e su come era la scuola che ha frequentato. Nel 1917 lei faceva la seconda elementare e quel 21 marzo, primo giorno di primavera, la maestra l’aveva voluta premiare. Chissà quanto fu importante per la nonna quel semplice bigliettino che la maestra le ha messo tra le mani, se lo ha conservato per tanti anni. Era primavera, primavera di guerra ed il papà era al fronte da dove non sarebbe più tornato. Lei pensava che quel mazzo di pansé, nontiscordardimé e trifoglio anche lui lo avrebbe gradito. Non ha mai smesso di sperare di consegnarglielo.
Marco ora è avvocato, ha uno studio bene avviato in centro città. L’attestato della nonna lo ha incorniciato ed appeso accanto al suo diploma di laurea. Quando qualche cliente gliene chiede spiegazioni, si illuminano gli occhi e comincia a raccontare. Adesso si è proprio convinto che la nonna Nerina non è nata nonna ma lo é diventata. E se è stata una nonna eccezionale merito fu anche di essere stata bambina da meritarsi l’attestato di “diligenza e buoni costumi” dalla sua maestra Francesca B. che regali non ne faceva a nessuno. Neanche in occasione della prima comunione.

Luigino Zecchinel

Categories : Il cassetto dei ricordi


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