Museo di Altino: un bicchiere mezzo pieno

By at 30 marzo, 2015, 12:10 pm

Ci eravamo ripromessi di riparlarne del Museo di Altino e quale migliore occasione quella dell’inaugurazione del “nuovo” museo che si è tenuta il 12 dicembre 2014. Si parte, è vero, ma a sale vuote e con l’allestimento solo dell’atrio dell’ingresso, quello relativo alla preistoria, che raccoglie una piccolissima ma altrettanto importante parte delle decine di migliaia di reperti che finalmente usciranno dai magazzini e che troveranno posto nei 1800 mq dei nuovi ambienti; una superficie di dieci volte superiore a quella del “vecchio” museo che, come abbiamo già avuto modo di raccontare in un nostro precedente articolo su “Orizzonti”, inizialmente doveva essere solo un “antiquarium”, cioè quel luogo deputato a raccogliere e studiare i reperti rinvenuti in previsione del trasferimento ad altri musei. Ci sarà una nuova e, si spera, definitiva inaugurazione il 12 giugno quando si potrà dire con soddisfazione: “è fatta, il Museo c’è!”. Si inaugura il Museo anche con qualche polemica. Il titolo più evidente suona più o meno così: il nuovo museo apre solo per un giorno. Ovviamente in attesa di completarlo. Oggi sembra esserci un’opportunità anche politica che, dunque, è meglio sfruttare… Qualche considerazione cade sui tempi biblici ma mettiamola così: è passato del tempo, tanto, forse troppo, e le polemiche sul perché adesso servono ben poco. Bisognava farle prima, queste considerazioni, per non perdersi in un bicchiere d’acqua, ma non vogliamo entrare nel merito delle voci raccolte; non siamo a completa conoscenza di come le cose siano andate. Certo è che una elefantiaca burocrazia ci mette del suo… Ma questa è triste cronaca rinvenibile sulla stampa. Adesso la struttura c’è. Chi vuole vedere il bicchiere mezzo vuoto sbaglia perché quella che oggi comunemente si definisce una “sfida” vedrà comunque il suo compimento con il completamento integrale del progetto. Per fortuna manca poco, rispetto al nulla del passato,  ma anche per quel poco serve un ultimo contributo che lo stesso Presidente Zaia, si è impegnato, cercherà di trovare. Non possiamo trascurare però che di fondi ne serviranno tanti, sia per il completamento strutturale sia per garantirne il funzionamento costante. Rimaniamo ottimisti.. Per questo vogliamo vedere un bicchiere mezzo pieno. Proviamo nelle nostre azioni quotidiane a dar credito ai risultati che anche a fatica e tra mille contraddizioni si raggiungono e se non ci crediamo abbiamo pur sempre tutti gli strumenti democratici per proporre soluzioni alternative o per condannare i fatti negativi rilevati dalla maggioranza, senza un giornaliero “processo della domenica”, cioè a fatti avvenuti, dove tutti ci ritroviamo dei “mister” infallibili. Esiste un detto tipicamente ligure che dice: “a nave affondata tutti piloti”. Fiato sprecato. Vogliamo augurarci, invece, che lo “scrigno” di Altino, dopo trent’anni di attese e speranze, apra con la puntualità prevista per accogliere i gioielli del passato che finalmente potranno essere dignitosamente esposti ai turisti di passaggio o stanziali di Venezia, del Veneto e delle regioni vicine. Una cattedrale nel deserto? Non penso proprio! Questa inaugurazione la vogliamo vedere come la 1^ importante tappa di un percorso iniziato nel 1960 quando nacque il primo Museo. Già da allora si comprese che l’ “Antiquarium” non poteva contenere tutto il materiale rinvenuto nei primi scavi o diligentemente consegnato da privati e contadini. 12 febbraio, 12 aprile e 12 giugno sono gli appuntamenti che si susseguiranno nelle varie fasi di approntamento, prima dell’inaugurazione, si spera, definitiva. Così, durante l’inaugurazione, si è espresso il Sovrintendente per i Beni Archeologici del Veneto Vincenzo Tiné durante la cerimonia che si è svolta alla presenza del Governatore Luca Zaia, del direttore generale per i Beni culturali e paesaggistici del Veneto, Ugo Soragni, dell’architetto  Stefano Filippi, realizzatore della struttura notevole esempio di architettura museale contemporanea, della Sindaca di Quarto d’Altino Silvia Conte.

Onori di casa da parte della Direttrice del Museo, Margherita Tirelli, che ha sottolineato la soddisfazione per l’importanza del traguardo raggiunto al termine del suo lungo impegno; la nuova direttrice è Mariolina Gamba. I progetti che si possono ipotizzare per la diffusione del Museo e per l’accoglienza possono riguardare, ad esempio, lo sviluppo di un progetto con Fondi Sociali Europei. Una simile opportunità, con le risorse adeguate, poteva già essere impostato alcuni anni fa allorquando alla Regione venne data la disponibilità di fondi per progetti turistici. Accantonata quell’occasione, non si dovrebbe perdere il treno per delle nuove occasioni, coordinando un progetto che , attraverso la disponibilità di personale e mezzi, nei limiti strettamente necessari, veda l’apertura di un Infopoint museale attivo, cioè di un ufficio che possa gestire il flusso di prenotazioni e di turisti dalle aree di Venezia verso ponente e la terraferma, ma, anche, dalle aree verso levante ed il Friuli, dove a milioni si contano le presenze di turisti che potrebbero concedersi una gita in laguna ed al Museo. Una volta completata una simile struttura, sicuramente accogliente ed all’avanguardia, non manca che gestire il flusso con attrattive ed animazioni di rilievo in modo da valorizzare, finalmente, i tesori che questa piccola “Roma” offre a due passi da casa nostra.

 

Claudio Widmar

Categories : Pro Loco Quarto d'Altino


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