Passeggiata al tramonto

By at 30 marzo, 2015, 12:01 pm

E’ il pomeriggio di gennaio che precede la sera dei fuochi e il sole, ancora alto, galleggia su un orizzonte velato. Un alito di nebbia azzurra nasconde pietosamente le angoscianti scenografie paesaggistiche che assediano la campagna veneta.

Ho scelto il percorso di Valle Dogà, perché ho voglia di tramonto. Ho voglia di camminare in solitudine e di assistere alla grandiosa rappresentazione che il calar del sole inscena sugli specchi d’acqua della laguna nord. Andrò ad osservare sconfinate distese d’acqua sovrastate da un cielo profondo, tinto dal cobalto profondo della sera.

L’argine si snoda, rettilineo, fino all’infinito, ma non ci sono siepi e colli leopardiani, qui. Qui ci sono canneti fittissimi che costeggiano il fiume e distese di barene, che galleggiano sulle acque immobili della valle.

Il sole è ancora abbastanza alto sull’orizzonte e sembra giocare a nascondino con una fascia di nuvole stratificate in orizzontale. Sono nuvole evanescenti, che ne spengono la lucentezza e lasciano una sottile fascia sgombra d’azzurro, in basso.

Ho percorso ormai un buon tratto e sono attirato dalla presenza di un grande branco di uccelli che sostano nelle acque a basso fondale.

Sono fenicotteri: grandi uccelli dal piumaggio rosato che immergono il collo sinuoso nelle acque cercando minuscoli crostacei nella fanghiglia del fondale. Pascolano tranquilli, muovendosi lentamente in piccoli gruppi e mano a mano mi avvicino il paesaggio sembra assumere una dimensione diversa e quasi fiabesca.

Ora sono vicinissimi e io stesso mi sento protagonista di questo scenario suggestivo.

Raggiungo l’approdo presso cui l’argine si divide, inoltrandosi a sinistra nel vuoto di distese d’acqua senza confini, per abbracciare Valle Dogà. Le barche di pescatori e cacciatori, allineate presso il pontile, sembrano cullarsi su riflessi speculari. Il sole ancora tinge d’oro le nuvole e il pomeriggio indugia, sembra rallentare, sedotto dalla bellezza solitaria delle acque immobili.

All’improvviso Il fruscio di centinaia di ali mi accarezza lieve. Sono, in effetti, centinaia le volpoche che mi sorvolano, perdendosi nel controluce di ponente, verso il calar del sole. Al tramonto manca poco ormai, ma ho già vissuto emozioni da raccontare.

Ora però tocca al sole essere protagonista. La grande sfera di fuoco spegne i suoi bagliori immergendosi nell’acqua e tingendola di colori sanguigni. I pali conficcati nei bassi fondali e le reti sospese ad asciugare si trasformano in fantasiose installazioni d’arte ed è una sinfonia di colori e di guizzi di luce che sembra un inno di gloria al Pianeta Vivente e alla bellezza che esso riesce ad esprimere.

Presto sarà buio e dovrò affrontare il cammino di ritorno. Il mio cuore, tuttavia, sta ancora volando con le volpoche. Ancora sto ancora sognando la danza lenta dei fenicotteri, solo, nel fuoco cromatico di un tramonto lagunare indimenticabile.

 

DIDASCALIE FOTO di Michele Zanetti

  1. Luci di un pomeriggio d’inverno su Valle Dogà
  2. Branco di fenicotteri in Valle Dogà
  3. Stormo di Volpoche nei cieli di Valle Dogà
  4. Tramonti presso l’approdo dell’ex Valle Lanzoni
Categories : Curiosità


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