Tuta casa, cesa, ort, fil e ago

By at 3 aprile, 2015, 2:59 pm

50 e 55. Non due numeri da giocare al lotto, ma due date davvero importanti: 1950, 1955. A dire il vero furono date importanti per zia Esterina perché nella nostra città in piena ricostruzione, dopo la guerra, nel 1950 lungo la Triestina, la statale 14, fu aperto l’hotel Vienna, con annessa una vastissima sala da ballo.

Cinque anni dopo nel 1955, appunto, in via XIII martiri fu inaugurato l’hotel Trieste, del quale hanno subito successo strepitoso gli eleganti the danzanti, organizzati nella grande sala al primo piano. Zia Esterina che allora aveva vent’ anni non stava nella pelle. Quanto le sarebbe piaciuto andare a ballare, ma niente. Il divieto era assoluto, dentro casa e fuori.

Di domenica alla messa doveva sentirsi la predica di Lui, il parroco, che vedeva in quei due luoghi la casa di Satana. Guai a chi vi entrava. A lei quelle parole facevano un po’ paura, ma ci sarebbe andata lo stesso nella casa di Satana. Il divieto della nonna però non ammetteva deroghe.

“Na tosa par ben deve essar  tuta casa, cesa, ort, fil e ago”. “E dopo”? Continuava la zia. “Dopo basta”. Il programma era chiaro. La zia doveva chinare la testa ed arrendersi.

E così alla domenica dopo il vespero la zia si avventurava con la sua amica Norina fin oltre il Don Bosco. Verso le quattro all’hotel Trieste cominciavano ad arrivare gli avventori, tutti eleganti, signori e signore. Più di qualche volta furtivamente entrava anche…. che fino a pochi istanti prima era anche lui al vespero, poi vestito da ballerino frequentava quel luogo…”dove l’anima incontra Satana…” come diceva il parroco. Quello si che aveva un grande spirito di adattamento, pensava la zia.

Zia Esterina a vent’anni non aveva ancora il moroso, lei pensava che era tutta colpa dell’esser troppo … casa, cesa ort fil ed ago.   Un po’ di cipria, un po’ di rossetto e la possibilità di poter dire di sì ad un bel giovanotto che la invitava al ballo, l’avrebbe sicuramente favorita. Restò invece zitella. A ballare andò, qualche volta, in qualche festino di famiglia. Troppo poco. Il più delle volte passò il tempo a mettere i dischi sul grammofono. Non corse alcun pericolo di peccare e diventò disk jokey ante litteram. Ma quanto, quanto le sarebbe piaciuto rivolgersi ad un uomo e dirgli “ Portami a ballare”. Sarebbe stata disposta per questo anche al peccato.

Luigino Zecchinel

Categories : Incontri


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