Plumbisium. L’antica Fossa di Millepertiche

By at 15 marzo, 2016, 10:12 am

Per chi si trovasse occasionalmente a percorrere le stradine che segnano la campagna di Millepertiche, in vista di raggiungere più comodi itinerari adagiati su solide arginature, non potrà fare a meno di notare certi brevi avvallamenti che caratterizzano dolcemente alcuni tratti di percorrenza e che interrompono sovente la monotonia d’un piatto tragitto con l’immancabile insorgenza di alcuni interrogativi riguardanti il significato della loro presenza.

Sono i relitti di morfologie antiche, scomparse sotto una coltre di sedimentazioni più recenti e rese ora percettibili sottoforma di lievi dislivelli per lo più coincidenti con le tracce di antichissimi percorsi fluviali collegati al sistema plavense che hanno plasmato nel tempo il volto del nostro comparto territoriale, ma anche le mute testimonianze di opere idrauliche artificiali che fin dall’antichità si resero necessarie per un’organizzazione più conveniente delle attività umane. Infatti all’interno d’un progetto di valorizzazione delle prerogative naturali alternative o complementari alla viabilità terrestre, fu concepita in epoca romana la realizzazione di una grande fossa che, per segmenti, congiungeva la Piave Vecchia con l’area lagunare di Altino sfruttando un’importante crocevia fluviale prossimo ad uno sbocco vallivo (crosera del Lanzon) e situato nella zona che si identifica con l’odierna località di Trezze.

Il suo sviluppo longitudinale, di circa sei chilometri, attraversa la vasta distesa coltivata a sud di Via Millepertiche seguendo sostanzialmente un’andamento parallelo ad essa.

La trasformazione del nostro paesaggio sembra quindi prendere impulso con un sistematico intervento di riorganizzazione dell’assetto idraulico-ambientale finalizzato alla regimentazione delle acque e al potenziamento della rete canalizia per regolare ingressione e deflusso periodico delle maree all’interno di un circuito collegato alla laguna,  garantendo un fattore indispensabile alla tanto decantata salubrità ambientale da parte degli scrittori antichi, ma anche favorendo un certo incremento alla navigazione interna.  (continua)

Immagini ottenute dalla moderna mappatura satellitare che illustrano i caratteri salienti di una geografia scomparsa ed invisibile da terra, caratterizzata dalla sostanziale presenza di paleocanali che solcano la pianura coltivata, testimonianza dell’antica area lagunare ora mantenuta asciutta solo tramite le opere di bonifica che permettono lo scolo meccanico delle acque. Le frecce rosse definiscono il percorso dell’antica fossa di Millepertiche, ponendo in evidenza la traccia dell’antico alveo del “…flumen qui dicitur Plumbisium”.

Giuliano Rosin

 

Categories : Incontri


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