Plumbisium

By at 21 dicembre, 2016, 4:15 pm

L’ANTICA FOSSA DI MILLEPERTICHE  [seconda parte] a cura di Giuliano Rosin

La trasformazione del paesaggio di Millepertiche si inserisce in un programma di organica pianificazione dell’assetto idraulico nel settore meridionale dell’agro orientale di Altinum a seguito della sua definizione politico-amministrativa attuata nell’arco del I sec. a.C. Nessun riferimento sembra filtrare dalla documentazione altomedievale pur trattandosi di un’opera notevole per dimensioni ed implicazioni connesse con la sua gestione, mentre da una fonte redatta in epoca posteriore apprendiamo (attraverso una descrizione dei luoghi secondo una prospettiva lagunare non ancora stabilmente conterminata) che oltre il Siletto l’isola Runcho, attualmente scomparsa, giungeva a est fino ad un ..flumen qui dicitur Plumbisium, da identificare sicuramente con un canale le cui acque erano in collegamento con il Lanzoni/Meolo Vecchio. Una testimonianza cinquecentesca esistente in proposito (mappa campatico di Prè G. Marcolin, 1547) rivela infatti l’immagine di un moncone canalizio che si dilegua tra le paludi senza tuttavia corrispondere ad un disegno coerente di tipo infrastrutturale e rendendolo quasi irriconoscibile nel panorama idrografico del territorio, mentre una Fossa delle Mille Pertiche tra questa antica estintasi e la via Annia, sostanzialmente parallela ad entrambe, compare  nelle mappe veneziane del XVI secolo. E’ da sottolineare che la ricostruzione dal punto di vista idrografico è particolarmente difficoltosa poiché se le mappe più datate presentano dei problemi d’interpretazione rispetto a quelle meno antiche o relativamente recenti, si può capire quanto siano lontane le rappresentazioni contemporanee da quelle risalenti alla seconda metà del Cinquecento o del XVI secolo.

Frammento di copertura modanata d’urna cineraria quadrangolare a cassetta in pietra calcarea del Carso, di buona epoca  romana imperiale, probabilmente reimpiegata a scopo di costipamento spondale e fortuitamente rinvenuta nei pressi di Via Pietra, a Millepertiche

A tal seguito l’analisi cartografica, finalizzata alla ricostruzione degli sviluppi morfologico-ambientali che hanno coinvolto negli ultimi secoli il comprensorio lagunare dell’alto veneziano, pone in risalto la probabilità che il richiamo all’importante opera idraulica sia divenuto nel tempo caratterizzante per questo tratto di gronda, influendo in maniera determinante sulla determinazione di alcuni appellativi evidentemente derivati e di cui rimane traccia nella tradizione attraverso significative espressioni popolari quali: Le Piombise, fossa delle Piombise, argine delle Piombise… Alla medesima denominazione sembra curiosamente rinviare il canaletto indicato comunemente “Piombisat”, ma designato come Forcassone (probabilmente da furcula/forcola) in mappe relativamente recenti immediatamente a sud del canale estinto e il cui andamento sembra riproporne efficacemente la forma, forse perpetuando indirettamente il  ricordo di una pratica remiera esercitata nel passato in questi luoghi . Il basso corso del sistema fluviale plavense, da sempre importante tramite commerciale con i centri fornitori delle aree alpine orientali, appare così collegato orizzontalmente attraverso una considerevole tagliata artificiale a quella parte di area lagunare prossima al municipium di Altinum che si stà sempre più rivelando ricca di contesti archeologici assai importanti nella ricostruzione dei quadri insediativi tra antichità e medioevo. Plumbisium si presenta apparentemente come una qualificazione associata al nome di una materia piuttosto diffusa ed impiegata nel mondo antico: il plumbum (piombo); accostato ad oggetti e categorie merceologiche tanto specializzate da essere anche ricordate, non a caso, nei tariffari dioclezianei riguardanti il tragitto endolagunare tra Ravenna e Aquileia. Inoltre esemplari di laminae ex plumbo (piccole “etichette” di piombo applicate sui prodotti commerciali) sono emersi lungo gli antichi canali di Altino e Concordia, documentando in maniera significativa il loro stretto legame con il trasporto di merci per via fluviale.

Tuttavia l’elemento onomastico troverà probabilmente più agevole corrispondenza all’interno di quelle antiche necessità pratiche legate al controllo e alla conduzione delle acque, indispensabili allo sviluppo di quelle attività economico-insediative intimamente legate al territorio, che determinarono l’attuazione di una sperimentata tecnologia idraulica complessa volta soprattutto alla regolamentazione della rete di drenaggio naturale e al miglioramento delle comunicazioni.

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