Il nocciolo della parola Natale 2016

By at 22 dicembre, 2016, 4:25 pm

Ogni parola contiene il proprio nocciolo di richiamo sociale e culturale, prova dell’indissolubilità del trinomio popolo-lingua-storia.

Curiosità linguistica

La lingua italiana conta dei vocaboli i quali non si riferiscono essenzialmente all’oggetto ma a una sua particolarità.

Ne prendiamo ad esempio due: Gelso e Fegato.
Gelso, usato quale sinonimo di Moro, è l’ellissi della locuzione latina MORUS CELSA che tradotto sta per Moro elevato (in forma di albero) ricordandoci che dalla radice etimologica di CELSA abbiamo Eccelso sommo, e pertanto, utilizzandone unicamente l’aggettivo, con la lenizione (indebolimento della consonante) della c in g si ha Gelsa in seguito attestatosi nel corrente maschile Gelso.

Gelsomino, il noto fiore, è dal persiano YASAMIN, ma sovrapposto a Gelso, cui Gelsomino nell’onomastica con il diminutivo Mina dal femminile Gelsomina.

In veneto si è adottata la versione latina MORUS che conformata in vernacolo diventa Moraro o Morer.

Il latino contava il termine IECUR per Fegato e, pertanto, in relazione al frutto del fico, avevano una loro ricetta, IECUR FICATUM, che tradotto vale Fegato farcito di fichi.

La semantica italiana, via via, verosimilmente partendo da una base ipocoristica (riduttiva), ha eliminato IECUR prediligendo il percorso FICATUM-FICATO per arrivare, infine, tra il XIII e il XIV secolo, a Fègato ancora con la lenizione (indebolimento della consonante) della c in g.

Possiamo azzardare di assumere a similitudine la ricetta delle nostre cucine “Fegato alla veneziana”, che se si fosse diffusa in quel tempo  l’italiano avrebbe forse potuto assumere il termine “la veneziana” per indicare il fegato.

La lingua italiana ha così trascurato l’originale latino IECUR che appare però nel termine  Disiecoràre strappare il fegato, ormai obsoleto, prediligendo Ittero così come pronunciato in greco IKTEROS.

Il greco possedeva comunque il suo specifico HEPAR fegato, donde la nostra adozione, sempre in campo medico, in Epa, Epatìte e così via.

Nel veneto permane la dizione italiana del XIII secolo modellata in vernacolo vedi “Figà àea Venessiana”.

Marco Gavio Apicio  (26 a.C.- 37 d.C)  da “De re coquinaria”: “iecur ficatum” …

Ferruccio Gemmellaro

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