Mail Art che passione!

By at 22 dicembre, 2016, 4:21 pm

Pochi movimenti artistici sono stati longevi come quello della Mail Art. E’nata infatti nei primi anni ’60 negli U.S.A. per opera di un gruppo di artisti che  dettero origine alla sua rete che dal nuovo continente in breve tempo si diffuse in tutto il mondo. Una rete costituita per comunicare. Veramente errato è pensare che basti inviare una cartolina per fare Mail Art. Essere mailartisti significa partecipare per conoscere e comunicare alla rete e nella rete. Frequentarla non ha regole temporali rigide: alcuni artisti vi partecipano con attività intensa per decenni, altri per tempi più brevi. Altri ancora alternano periodi di intensa attività ad altri più flebili. Alcuni artisti emanano dei progetti cui risponderanno gli altri che a loro volta fanno lo stesso o si limitano a partecipare a quelli degli altri. I progetti si diffondono con poche e brevi parole. Con il progetto si possono stabilire un tema o una scadenza. Talvolta si richiedono delle dimensioni, che spesso non vengono rispettate. Le regole che caratterizzano i progetti di Mail Art sono poche ma precise: nessuna restituzione dei lavori ricevuti, nessuna tassa, vendita o giuria; quest’ultima in particolare spiega la libertà di partecipazione. La provocazione spesso sembra suggerire al mittente di non rispettare né le misure né il tema, ma solo perché la creatività offre vaste possibilità di interpretazione che vanno rispettate. Chi ha ideato il progetto e riceve le opere degli altri artisti è tenuto a diffonderle in qualsiasi maniera, e a darne informazione al mittente, secondo possibilità: ma deve farlo. Internet ha oggigiorno dato una grossa mano alla diffusione della rete nella rete, ma spesso in essa si trovano informazioni errate, dettate da chi scrive senza  competenza o non ha prima cercato informazioni valide o da chi lo fa per convenienza; lanciare un progetto non costa nemmeno il soldo di qualche francobollo e con un po’ di fortuna si possono ricevere delle piccole grandi opere d’arte. Ma non è così facile. I neofiti o quelli che hanno già preso il nome di cacciatori di opere, in genere si fanno riconoscere subito dai mailartisti esperti. Ricordiamo anche certi galleristi, che pensano di avere trovato nel www il sistema per riempire le loro troppo bianche pareti a costo zero. Tutto questo costituisce un’offesa per gli artisti corretti e anche verso coloro che hanno praticato la Mail Art nel secolo scorso per poter comunicare con la libertà che speravano di trovare al di qua della cortina di ferro o nel tentativo di avere notizie di familiari o amici definiti desaparecidos. Un monito per molti, anche nella semplice terminologia.

dott.Tiziana Baracchi

Categories : Curiosità


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